Politica Interna
Parlamento: Nel pieno dell’escalation in Medio Oriente, con l’Iran che minaccia anche Cipro e Turchia, il governo italiano auspica una de-escalation e si concentra sulla tutela degli italiani nell’area. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esclude un coinvolgimento in guerra, e sarà in Parlamento l’11 marzo. Il ministro della Difesa Crosetto, davanti al Parlamento, riconosce che l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran “è stato al di fuori delle regole del diritto internazionale”. Il Parlamento approva l’invio di sistemi di difesa e il supporto ai partner del Golfo e a Cipro, limitando però l’uso delle basi italiane. Il ministro degli Esteri Tajani segnala oltre 100mila connazionali nelle zone a rischio e chiude temporaneamente l’ambasciata a Teheran.
Giustizia: In vista del referendum del 22-23 marzo, Antonio Tajani richiama Forza Italia al massimo impegno, temendo che la guerra in Medio Oriente distragga l’opinione pubblica e penalizzi il fronte del Sì. I sondaggi indicano il No in vantaggio con bassa affluenza, mentre il Sì avrebbe chance solo superando il 50% di partecipazione. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, invita gli elettori favorevoli alla separazione delle carriere a mobilitarsi e parteciperà alla campagna finale di Fratelli d’Italia il 12 marzo.
Politica Estera
Europa: Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron, nonostante i rapporti difficili, hanno avuto una conversazione telefonica in cui concordano sulla necessità di un coordinamento europeo di fronte alla crisi iraniana. Cipro è ritenuta il punto più esposto e attorno all’isola si concentra un ampio dispositivo militare di Francia, Grecia, Regno Unito, Italia e Spagna. La sicurezza delle rotte nel Mar Rosso e nel Canale di Suez è la principale preoccupazione. Meloni ribadisce il quadro della NATO e conferma il sostegno all’Ucraina. Francia e Italia monitorano anche la crescente tensione in Libano e il rischio di destabilizzazione regionale.
Stretto di Hormuz: Lo Stretto di Hormuz è diventato una delle aree più pericolose al mondo: è stato dichiarato zona di operazioni belliche e centinaia di navi risultano bloccate. I premi assicurativi per il transito sono aumentati fino a dodici volte. Il presidente Trump promette garanzie e assicurazioni agevolate, ma gli operatori restano cauti. Il blocco minaccia le forniture globali di energia: QatarEnergy sospende alcune consegne di GNL a Edison e gli effetti si estendono alle catene logistiche, mentre alcune compagnie applicano sovrattasse. La Cina, temendo carenze, limita l’export di carburanti.
Economia e Finanza
Energia: Il conflitto in Medio Oriente sta iniziando a farsi sentire anche sui prezzi dei carburanti. La benzina ha superato 1,7 euro al litro e il gasolio ha raggiunto i livelli più alti da marzo 2024. Consumatori e aziende denunciano possibili speculazioni e il governo ha deciso di intervenire: oggi è prevista una riunione della Commissione di allerta rapida sui prezzi. Nel frattempo, sui mercati internazionali aumentano nuovamente le quotazioni energetiche: il Brent ha superato gli 84 dollari al barile e il gas è oltre i 50 euro al megawattora. Intanto emerge un nuovo problema legato ai semiconduttori: le forniture dal Qatar, secondo produttore mondiale di elio — fondamentale nella loro produzione — potrebbero subire ripercussioni a causa della crisi.
Ex Ilva: Nel vertice a Palazzo Chigi sull’ex Ilva, l’investitore americano Michael Flacks ha confermato l’impegno a proseguire le trattative per l’acquisizione, nonostante la sentenza del Tribunale di Milano che impone di rivedere le prescrizioni ambientali dell’AIA. I commissari di Acciaierie d’Italia, però, hanno giudicato il piano “su alcuni punti non ancora del tutto soddisfacente” e invieranno una lettera per chiedere chiarimenti, in particolare su partner industriale, garanzie finanziarie e costi ETS.