Politica Interna
Presidente del Consiglio: Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta al TG5 dopo gli attacchi a Teheran, esprimendo forte preoccupazione per l’escalation in Medio Oriente, che considera conseguenza della crisi del diritto internazionale nata con la guerra in Ucraina. La premier punta a rilanciare la diplomazia, mantenere il conflitto circoscritto e garantire la sicurezza dei molti italiani presenti nell’area. Meloni condanna gli attacchi iraniani ai Paesi del Golfo e ribadisce l’urgenza di impedire che l’Iran sviluppi capacità nucleari. Lavora inoltre al dialogo con i partner regionali, attivando anche l’intelligence per monitorare il rischio terrorismo. Difende infine il ministro Crosetto che, spiega Meloni, “non ha smesso di fare il ministro”.
Riforma elettorale: La riforma elettorale proposta dal centrodestra, basata su premio di maggioranza e ballottaggio, trova un ostacolo nel bicameralismo paritario: Camera e Senato potrebbero produrre vincitori diversi. Alcuni esperti ritengono incompatibile un ballottaggio nazionale con due Camere autonome e chiedono una clausola che impedisca l’assegnazione del premio in caso di esiti difformi. Altri costituzionalisti ricordano precedenti di voto unico e giudicano improbabile il rischio, ma ammettono che la certezza assoluta non esiste. Da chiarire rimane anche il ruolo del presidente della Repubblica.
Politica Estera
Iran: L’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran cresce rapidamente. Trump afferma che gli attacchi recenti hanno eliminato 49 leader iraniani e non esclude un conflitto prolungato né l’invio di truppe di terra. Israele colpisce Teheran con centinaia di bombe contro obiettivi del regime, lasciando la capitale senza corrente. In 48 ore Israele e Stati Uniti hanno sganciato migliaia di ordigni. Si apre anche il fronte libanese: i bombardamenti israeliani su Hezbollah, con l’uccisione del capo dei suoi servizi segreti, provocano migliaia di sfollati da Beirut.
Ombrello nucleare: Emmanuel Macron ridefinisce la strategia nucleare francese annunciando un aumento dei missili e l’apertura al dispiegamento di forze nucleari francesi in altri Paesi europei, introducendo una forma di “deterrenza avanzata”. Otto Stati dell’Unione europea, fra i quali Germania, Paesi Bassi e Polonia, hanno mostrato interesse, anche se la decisione sull’uso dell’arma resterebbe esclusivamente francese. L’iniziativa, vista come risposta alle incertezze sull’ombrello americano, non convince altri Paesi dell’Unione, tra cui anche l’Italia, e suscita irritazione in Russia.
Economia e Finanza
Istat: Le nuove stime provvisorie dell’Istat sull’anno 2025 confermano la crescita del Pil allo 0,5%, ma il deficit risale al 3,1%, mettendo a rischio l’uscita anticipata dalla procedura europea per deficit eccessivo. Il governo attribuisce il dato al peso degli effetti contabili residui del Superbonus, mentre aumentano debito (137,1% del Pil) e pressione fiscale (43,1%). L’opposizione parla di fallimento della politica economica e di rischio recessione senza il Pnrr. La maggioranza difende l’azione del governo, ma resta l’incertezza in attesa della valutazione Ue di aprile.
Energia: L’Iran minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz, crocevia strategico di un quinto delle riserve mondiali di petrolio, con gravi conseguenze sui mercati globali. La crisi, già in atto, vede un calo del traffico navale nell’area del 40-70%, un aumento dei prezzi del petrolio fino all’8%, e l’immobilizzazione di centinaia di petroliere. La chiusura metterebbe a rischio l’approvvigionamento internazionale di gas e fertilizzanti, destabilizzando l’economia mondiale. Nonostante le minacce, Teheran, secondo gli analisti, potrebbe comunque preferire una deterrenza piuttosto che un blocco totale, che danneggerebbe anche la sua economia.