Politica Interna
Referendum Giustizia: Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta a Milano, al teatro Parenti, in un’iniziativa di Fratelli d’Italia a sostegno del referendum sulla riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio. Nel suo discorso ha invitato gli elettori alla partecipazione: «Ci sono momenti nei quali una Nazione deve sapersi guardare allo specchio… servono cinque minuti per mettere una croce sul Sì». Rispondendo a chi propone il voto contrario come segnale politico, ha chiarito: «Non c’è nessuna possibilità che mi dimetta in nessun caso, voglio arrivare alla fine della legislatura». Difendendo il progetto, ha sostenuto che «non vogliamo liberarci dei magistrati ma liberare i magistrati dalla politica».
Governo e Opposizione: Il presidente del Consiglio Meloni ha tentato di riaprire il dialogo con le opposizioni sulla crisi in Medio Oriente, dopo lo scontro parlamentare dei giorni precedenti. In una nota ha ribadito che «il mio è stato un appello al dialogo sincero e pubblico», confermando che l’invito al confronto resta valido. Meloni ha poi contattato telefonicamente i leader dell’opposizione, tra cui Elly Schlein e Giuseppe Conte, proponendo aggiornamenti costanti sulla situazione internazionale. Le reazioni restano differenziate: cauta apertura dal Partito Democratico, disponibilità di Carlo Calenda, mentre il Movimento 5 Stelle continua a escludere «finte passerelle a Palazzo Chigi».
Politica Estera
Crisi in Medio Oriente: La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha diffuso il suo primo messaggio politico dopo la morte del padre Ali Khamenei, senza però apparire pubblicamente né far ascoltare la propria voce. Nel testo Khamenei ha promesso di proseguire il conflitto con Washington e ha giurato «vendetta» per le vittime civili, confermando anche la chiusura dello Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo ha teso la mano ai Paesi del Golfo, dichiarando di volere relazioni amichevoli a condizione che chiudano «immediatamente» le basi statunitensi utilizzate per gli attacchi contro la Repubblica islamica. Il conflitto intanto si estende sul piano navale, con attacchi a petroliere e navi nel Golfo, mentre gli Stati Uniti, guidati dal presidente Trump, continuano le operazioni militari. La crisi si riflette anche in Libano, dove Israele prepara un possibile ampliamento delle operazioni contro Hezbollah.
Usa: Il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua ad avere forti ripercussioni geopolitiche ed economiche. Il presidente Trump, commentando l’aumento del prezzo del greggio, ha osservato: «Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del greggio salgono facciamo molti soldi», ha però ribadito che la priorità resta fermare Teheran: «di interesse e importanza molto più grande per me, come Presidente, è fermare un Impero malvagio, l’Iran, dall’avere armi nucleari». Intanto il blocco dello Stretto di Hormuz spinge il petrolio oltre i 100 dollari al barile e alimenta il timore di una grave crisi energetica globale. Negli Stati Uniti cresce anche l’allerta per possibili ritorsioni, dopo l’attacco a una sinagoga vicino Detroit.
Economia e Finanza
Ex Ilva: La partita per il futuro dell’Ilva si riapre con una nuova manifestazione d’interesse del gruppo indiano Jindal Steel & Power, mentre il fondo statunitense Flacks Group resta al momento il candidato più avanzato con un piano di investimenti fino a 5 miliardi e 6.500 dipendenti iniziali. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiarito che le proposte sono «alternative e competitive» e che lo Stato utilizzerà il golden power per tutelare investimenti, ambiente e occupazione.
Scenari economici: Nel 2025 in Italia sono scomparsi circa 17mila negozi, con una media di 46 chiusure al giorno, confermando il fenomeno della “desertificazione commerciale” segnalato da Confcommercio. Il calo riguarda soprattutto piccoli esercizi come alimentari, edicole e librerie, mentre crescono strutture ricettive come i B&B e continua l’espansione dell’e-commerce. Allo stesso tempo, secondo i dati di Istat, il mercato del lavoro mostra segnali complessivamente positivi, con 185mila occupati in più e un tasso di occupazione salito al 62,5%. Restano però forti squilibri generazionali, territoriali e di genere, con maggiori difficoltà di accesso al lavoro per giovani, donne e residenti nel Mezzogiorno.