Rassegna Stampa di Venerdì 10 aprile 2026

Politica Interna

Meloni in Aula: Nel suo intervento in Parlamento, Giorgia Meloni rilancia l’azione del governo, escludendo rimpasti e voto anticipato e ribadendo l’impegno a governare per l’intera legislatura, mentre sfida le opposizioni a un confronto nel merito su crisi internazionale, energia ed economia. Il presidente del Consiglio difende la collocazione euro-atlantica dell’Italia, prende le distanze da alcune scelte di USA e Israele e sollecita interventi europei su stabilità e approvvigionamenti energetici. Meloni respinge le accuse personali e i sospetti di legami con la criminalità, rilanciando iniziative contro le mafie e sottolineando decisioni “non indolori” su dimissioni eccellenti in nome dell’interesse nazionale. Infine, torna sul referendum sulla giustizia auspicando di non abbandonare la riforma e annuncia nuove misure sul lavoro, mantenendo una linea prudente sui conti pubblici.

Opposizione: Dopo l’intervento parlamentare di Giorgia Meloni, le opposizioni esprimono un giudizio critico, evidenziando la mancanza di elementi di svolta e di una nuova impostazione dell’azione di governo e ipotizzando un possibile cambio di fase politica. Elly Schlein critica duramente l’operato dell’esecutivo su economia e lavoro, mentre Giuseppe Conte attacca la linea internazionale e rivendica la necessità di un cambio di governo. Sulla stessa linea anche Angelo Bonelli, mentre Matteo Renzi ripropone il tema delle primarie per la leadership del centrosinistra. Sullo sfondo emerge una competizione interna all’opposizione, con il confronto tra Schlein e Conte destinato a segnare le prossime tappe politiche.

Politica Estera

Conflitto Medio Oriente: Benjamin Netanyahu annuncia l’avvio di possibili negoziati diretti tra Israele e Libano per affrontare la questione Hezbollah, su pressione di Donald Trump, preoccupato per l’escalation e le ricadute regionali; nonostante l’apertura diplomatica, proseguono gli attacchi israeliani nel sud del Libano e a Beirut, mentre resta escluso al momento un cessate il fuoco; l’Unione europea e diversi leader internazionali chiedono l’estensione della tregua anche al Libano, ma Israele respinge le pressioni, ribadendo la linea dura contro Hezbollah.

Mattarella a Praga: Durante la visita a Praga, Sergio Mattarella e Petr Pavel hanno discusso delle principali crisi internazionali, a partire dalla NATO, criticata da Donald Trump ma ritenuta da entrambi un pilastro dell’equilibrio tra Stati Uniti ed Europa. Mattarella ne ha ribadito il valore strategico e attuale, sottolineando l’interesse condiviso delle due sponde dell’Atlantico; al centro anche la situazione in Medio Oriente, con i bombardamenti in Libano e la necessità di una posizione unitaria dell’Unione europea. Il presidente della Repubblica infine ha evidenziato l’urgenza di rafforzare la difesa comune europea, anche alla luce della guerra in Ucraina e delle crescenti minacce alla sicurezza del continente.

Economia e Finanza

Nomine: Il Ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti definisce le nomine delle principali partecipate pubbliche, puntando su continuità e competenze: confermati Paolo Scaroni e Flavio Cattaneo in Enel, mentre in Eni prosegue il mandato di Claudio Descalzi con Giuseppina Di Foggia alla presidenza. In Leonardo vengono nominati Francesco Macrì presidente e Lorenzo Mariani amministratore delegato, mentre in Enav arrivano Sandro Pappalardo alla presidenza e Igor De Biasio come amministratore delegato. Le scelte confermano un orientamento alla stabilità e al rafforzamento industriale dei gruppi strategici nazionali.

Giorgetti: Nel question time al Senato, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti afferma che la crisi in Medio Oriente non incide per ora in modo strutturale sull’economia italiana, pur con revisioni al ribasso legate a fattori esterni e temporanei. Il Titolare del Mef avverte però che un eventuale peggioramento imporrebbe una risposta unitaria europea, anche sul Patto di stabilità e sui costi energetici. Da Bruxelles Valdis Dombrovskis esclude al momento scenari tali da giustificare sospensioni, ma apre a un coordinamento su misure come la tassazione degli extraprofitti. Intanto il governo si prepara a rivedere al ribasso le stime di crescita nel prossimo Documento di finanza pubblica, in un quadro che resta sotto controllo ma esposto all’incertezza internazionale.