Politica Interna
Meloni in Parlamento: La giornata parlamentare di Giorgia Meloni si è svolta tra aperture al dialogo e momenti di fermezza. In Senato il presidente del Consiglio ha invitato a evitare «polarizzazioni» e «banalizzazioni», sostenendo che «non c’è […] un Governo complice delle decisioni altrui o isolato in Europa». Ha ribadito che l’Italia «non prende parte e non intende prendere parte al conflitto» in Medio Oriente, pur senza condannare apertamente Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Sul piano interno ha aperto alla possibilità di «un tavolo con le opposizioni» e all’ipotesi di una «tassa su chi specula». In politica estera ha indicato tre direttrici: diplomazia per riaprire i negoziati, tutela dei civili e sostegno militare ai Paesi del Golfo, ribadendo anche al G7 la necessità di evitare effetti negativi sulla crescita economica.
Migranti: Resta acceso il confronto tra il governo guidato da Giorgia Meloni e la magistratura sul tema dei rimpatri dei migranti. La Corte d’Appello di Roma ha infatti deciso di non convalidare il trasferimento di alcuni richiedenti asilo nel Cpr di Gjader, in Albania, sollevando dubbi sulla legittimità della normativa e rinviando la questione alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il presidente del Consiglio ha espresso perplessità sulle decisioni dei giudici nel corso delle comunicazioni alla Camera.
Politica Estera
Crisi in Medio Oriente: La tensione nel Golfo cresce dopo che la marina iraniana ha aperto il fuoco su alcune imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, bloccando navi e minacciando che «non passerà un solo litro di petrolio» destinato a Stati Uniti o Israele, mentre Washington valuta di colpire porti civili iraniani ritenuti basi operative. Il presidente americano Donald Trump sostiene che la guerra potrebbe concludersi presto, affermando che «quasi tutto l’Iran è stato distrutto» e che le operazioni sono «molto in anticipo sui tempi previsti». Teheran, però, replica parlando di possibile guerra di logoramento e ha lanciato missili contro diverse basi statunitensi nella regione. Nel quadro dell’escalation è stata colpita anche la base italiana di Erbil, senza vittime, come ha spiegato il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Caso Epstein: Nuovi documenti sulla nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore a Washington riaccendono le polemiche sul premier britannico Keir Starmer, accusato di aver sostenuto la scelta nonostante i noti legami del politico con Jeffrey Epstein. Mandelson è ora indagato per cattiva condotta in pubblico ufficio per aver condiviso informazioni riservate con il finanziere tra il 2009 e il 2010. Il caso ha già provocato dimissioni nello staff di Downing Street e alimenta le pressioni politiche sul governo.
Economia e Finanza
Energia: Per fronteggiare le tensioni sui mercati energetici, i Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’Energia hanno deciso all’unanimità di liberare dalle scorte di emergenza fino a 400 milioni di barili di petrolio, un intervento senza precedenti volto a stabilizzare i prezzi dopo la crisi geopolitica in Medio Oriente. Il direttore esecutivo Fatih Birol ha spiegato che «i mercati petroliferi sono globali, quindi anche la risposta alle principali perturbazioni deve essere globale», pur avvertendo che il ritorno alla normalità dipenderà soprattutto dalla ripresa dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Dura la replica dell’Iran: «Preparatevi ad avere il petrolio a 200 dollari al barili».
Case Green: La Commissione europea ha avviato procedure di infrazione contro diversi Paesi membri, tra cui l’Italia, per il mancato invio entro il 31 dicembre 2025 dei piani nazionali di ristrutturazione previsti dalla Energy Performance of Buildings Directive. Bruxelles ha inviato una lettera di costituzione in mora chiedendo di presentare i progetti «senza ulteriori indugi». Gli Stati hanno ora due mesi per rispondere.