Politica Interna
Sindacati: Il 12 dicembre è stato indetto dalla Cgil un nuovo sciopero generale contro la manovra economica, definita da Maurizio Landini “ingiusta e sbagliata” perché non affronta il problema dei salari. Ne è nato un duro scontro con Giorgia Meloni, che ironizza sulla data di venerdì, e replica alle critiche alla finanziaria. La polemica ricompatta la maggioranza di governo, con Salvini, Gasparri e Lupi che attaccano il sindacato per l’uso politico dello sciopero. Landini ribatte rivendicando il diritto costituzionale alla protesta e annunciando una raccolta firme per una legge sulla sanità pubblica.
Cnel: Giorgia Meloni ha espresso il suo disaccordo con la decisione del Cnel di aumentare gli stipendi dei propri vertici, portando quello del presidente Renato Brunetta a 311 mila euro, dopo la sentenza della Consulta che ha abolito il tetto di 240 mila euro nella Pa. Di fronte alle polemiche, Brunetta ha revocato il provvedimento, per evitare danni all’istituzione e al Governo. L’opposizione critica la premier, chiedendo al Governo di intervenire sugli aumenti salariali per i lavoratori. Anche nella maggioranza emergono tensioni: Forza Italia resta cauta, mentre la Lega si dice “scandalizzata” e annuncia un’interrogazione parlamentare.
Politica Estera
Ungheria: Il presidente ungherese, Viktor Orban, si è recato negli Stati Uniti per ottenere garanzie sull’approvvigionamento di petrolio in vista delle sanzioni alla Russia. L’Ungheria, priva di sbocchi sul mare, si affida principalmente alla Russia per le risorse energetiche. La società di raffinazione locale, Mol Nyrt., ha dichiarato di poter reperire parte del petrolio da fornitori alternativi. Durante l’incontro con Donald Trump, in cui si è discusso della possibilità di permettere all’Ungheria di continuare gli acquisti da Mosca, si è considerato l’eventuale utilizzo di un oleodotto dalla Croazia come possibile soluzione alternativa alle consegne russe.
Palestina: Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, è in Italia per una visita di tre giorni. Ieri è stato ricevuto prima al Quirinale da Sergio Mattarella e poi a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni. Quest’ultima ha ribadito il sostegno dell’Italia alla stabilizzazione e ricostruzione di Gaza, chiedendo il disarmo di Hamas, escluso dal futuro palestinese, e l’attuazione del piano di pace di Trump. Pur ribadendo il sostegno alla prospettiva dei due Stati, la premier non si è impegnata formalmente al riconoscimento della Palestina, richiesta dal leader dell’Anp. L’Italia rafforzerà comunque l’addestramento delle forze di sicurezza palestinesi, valuterà la partecipazione a missioni Onu e aumenterà gli aiuti umanitari.
Economia e finanza
Monte dei Paschi di Siena: Il Monte dei Paschi di Siena chiude i primi nove mesi del 2025 con un utile netto di 1,4 miliardi di euro (+17,5%) e ricavi oltre 3 miliardi, superando le stime. Dopo l’acquisizione di Mediobanca, consolidata da settembre, l’amministratore delegato Luigi Lovaglio annuncia un nuovo piano industriale per inizio 2026, e prevede per il 2025 un utile pre-tasse sopra 1,6 miliardi. La banca punta ora a crescere anche all’estero, rafforzando la profittabilità e valutando programmi di buyback o dividendi straordinari. L’integrazione con Mediobanca, definita strategica, crea una nuova forza competitiva nel panorama bancario italiano ed europeo.
Nexi: Il fondo americano TPG ha presentato a Nexi un’offerta vincolante da 1 miliardo di euro per acquistare gran parte della divisione “Digital Banking Solution”. L’offerta, valida fino a metà dicembre, valuta la divisione 2,6 volte le vendite 2025 e 6 volte l’ebitda. Nexi, guidata da Paolo Bertoluzzo, valuterà la proposta insieme ai principali azionisti, tra cui Hellmann & Friedman (22,3%) e Cassa Depositi e Prestiti (19,1%). L’operazione, accolta positivamente in Borsa, potrebbe ridurre l’indebitamento e sostenere nuovi dividendi, ma dovrà superare il vaglio del governo nell’ambito della normativa sul Golden Power, data la natura strategica delle infrastrutture di Nexi.