Rassegna Stampa di Sabato 27 giugno 2026

Politica Interna

Legge elettorale: La Camera ha avviato l’esame della nuova legge elettorale tra forti tensioni politiche. Al centro dello scontro la clausola che esenta dalla raccolta firme solo i partiti con un gruppo parlamentare al 31 dicembre 2025, contestata come penalizzante per le forze minori. Proteste in Aula, con l’espulsione di Riccardo Magi di +Europa. Il centrodestra difende la riforma come strumento di stabilità, mentre le opposizioni denunciano un rafforzamento del ruolo del presidente del Consiglio. Restano aperti i nodi sulle preferenze e sui tempi di approvazione, con ipotesi di elezioni anticipate e possibili ricorsi alla Consulta.

Vertici Fs: La successione a Stefano Donnarumma alla guida di Ferrovie dello Stato entra in una fase politicamente complessa. Il candidato principale è il manager interno Gianpiero Strisciuglio (ad di Trenitalia), ma la sua nomina è ostacolata dalle polemiche per il suo coinvolgimento nell’inchiesta per la strage ferroviaria di Brandizzo del 2023. Nonostante valga la presunzione di innocenza, le dure proteste dei familiari delle vittime e delle opposizioni politiche stanno spingendo il governo a riflettere sui tempi della decisione. Per garantire continuità con i risultati positivi e gli investimenti PNRR avviati, l’esecutivo valuta se attendere o considerare altre figure interne al gruppo.

Politica Estera

Venezuela: Continua ad aggravarsi il bilancio del terremoto in Venezuela, con almeno 920 morti accertati, 3.360 feriti e oltre 50 mila dispersi. Le operazioni di soccorso, ostacolate dalle scosse di assestamento, proseguono tra le macerie con il supporto di squadre internazionali inviate da 17 Paesi, inclusi gli Stati Uniti. Migliaia di persone sono senza casa e le strutture sanitarie sono al collasso. Cresce la preoccupazione per i minori rimasti soli, mentre le speranze di trovare superstiti diminuiscono, nonostante alcuni episodi simbolo di resistenza, come la nascita di un bambino tra le macerie.

Medio Oriente: A Washington, Israele e Libano hanno raggiunto un accordo quadro per ridurre le tensioni al confine, salutato dagli Stati Uniti come un primo passo verso la stabilizzazione della regione. L’intesa prevede il ritiro parziale dell’esercito israeliano da due aree pilota, sostituito dalle forze armate libanesi, mentre Hezbollah respinge l’accordo chiedendo il ritiro totale delle forze israeliane dal territorio libanese. Restano irrisolti il disarmo del movimento sciita, la sicurezza lungo il confine e la data di entrata in vigore dell’intesa, subordinata all’addestramento dell’esercito libanese da parte degli Stati Uniti.

Economia e Finanza

Volkswagen: Volkswagen starebbe valutando un piano di ristrutturazione che potrebbe prevedere il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti, nell’ambito del progetto “Zielbild 2030”, secondo indiscrezioni non confermate dall’azienda. La crisi, aggravata dal calo delle vendite e dal dimezzamento degli utili, spinge il gruppo a ridurre i costi. I Sindacati e il governo della Bassa Sassonia si oppongono ai possibili esuberi e alle chiusure, minacciando proteste. La decisione sarà discussa il 9 luglio dal Consiglio di sorveglianza, dove i rappresentanti dei lavoratori hanno un ruolo decisivo.

Istat: Secondo l’Istat nel 2025 il Pil italiano è cresciuto dello 0,5%, trainato dal Mezzogiorno (+0,6%) che guida anche l’occupazione (+1,5%). La crescita occupazionale è diffusa, spinta dalle costruzioni al Nord-Ovest, dal commercio al Nord-Est e dall’industria al Centro, mentre soffre l’agricoltura. Per il governo il merito della crescita al Sud va alla ZES unica, finanziata con 4 miliardi in tre anni, mentre l’opposizione attribuisce il successo al PNRR, evidenziando la fuga dei giovani. Nonostante la tenuta di industria e investimenti, Confindustria teme uno stallo economico: pesano le tensioni in Medio Oriente, il rischio di scarsità energetica, l’inflazione al 3,2%, i tassi alti e la frenata del turismo, sebbene si attenda un miglioramento nel terzo trimestre.