Rassegna Stampa di Mercoledì 4 giugno 2025

Politica Interna

Referendum: A pochi giorni dal voto referendario, il tema della partecipazione è diventato centrale nel dibattito pubblico. La Conferenza Episcopale Italiana (Cei) ha lanciato un forte appello contro l’astensione, definendola “un silenzio che rischia di svuotare la democrazia”. Da Bari, anche i leader del centrosinistra (Elly Schlein, Maurizio Landini, Nicola Fratoianni e Chiara Appendino) hanno invitato i cittadini ad andare a votare, sottolineando che i cinque referendum rappresentano un’occasione concreta per rendere il Paese più giusto. Da parte sua, il centrodestra punta invece sul mancato raggiungimento del quorum, ma cresce il timore che la manifestazione per Gaza prevista nel weekend possa incentivare la partecipazione.

Politica Estera

Vertice Meloni-Macron: Dopo mesi di tensioni diplomatiche, Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron si sono incontrati a Palazzo Chigi per un vertice bilaterale con l’obiettivo di superare le divergenze e rilanciare la cooperazione tra Italia e Francia su temi cruciali per l’Unione Europea. Nella nota congiunta si ribadisce un sostegno incrollabile all’Ucraina e un impegno comune per rafforzare la difesa europea e promuovere investimenti nei settori strategici, come energia, spazio, industria e intelligenza artificiale. I due leader hanno mostrato piena sintonia anche su temi come la competitività economica, la neutralità tecnologica e la semplificazione normativa. Restano differenze su alcune questioni, come immigrazione e governance Ue, ma si è registrata la volontà di lavorare insieme nel prossimo Consiglio europeo.

Olanda: In Olanda, Geert Wilders e il suo Partito della Libertà hanno ritirato il sostegno al governo dopo soli undici mesi, facendo cadere la coalizione guidata da Dick Schoof. La rottura è nata dalle richieste estreme di Wilders sull’immigrazione, tra cui la chiusura delle frontiere, il blocco dei ricongiungimenti familiari e il rimpatrio dei rifugiati, giudicate inattuabili dagli altri partiti di destra. Il Paese si avvia ora verso elezioni anticipate in autunno, restando senza un governo pienamente operativo.

Guerra in Ucraina: Un nuovo attacco ucraino ha colpito il ponte di Kerch, che collega la Crimea alla Russia, con un ordigno sottomarino da oltre 1.100 kg piazzato sotto un pilone. I danni sono stati contenuti, ma l’impatto simbolico e propagandistico è forte, colpendo un’infrastruttura chiave per la Russia. Mosca promette vendetta, mentre si rincorrono ipotesi su droni subacquei o incursori speciali come autori dell’operazione.

Guerra in Medio Oriente: A Gaza si è verificata una nuova strage nei pressi di un centro di distribuzione di aiuti umanitari, con almeno 27 morti e oltre 180 feriti. Le versioni dell’accaduto sono contrastanti: Israele parla di “individui sospetti” che si sarebbero avvicinati in modo non autorizzato, mentre Hamas denuncia un massacro deliberato contro civili in cerca di cibo. Gli Stati Uniti promettono verifiche, mentre l’ONU condanna duramente l’attacco, definendolo un possibile crimine di guerra. Sulle pagine de La Stampa, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso forte preoccupazione per l’occupazione militare israeliana di Gaza, affermando che la politica di Netanyahu rischia di radicalizzare la popolazione e generare nuove ondate di terrorismo.

Economia e finanza

Ocse: L’ultimo Economic Outlook dell’Ocse segnala un peggioramento delle prospettive economiche globali, legato principalmente all’inasprimento delle barriere commerciali, all’aumento dell’incertezza politica e a condizioni finanziarie più restrittive. La crescita del Pil mondiale è ora prevista in rallentamento dal 3,3% del 2024 al 2,9% nel 2025 e 2026. Gli Stati Uniti risultano tra i Paesi più penalizzati dai dazi introdotti dall’amministrazione Trump: la loro crescita è stata rivista al ribasso, dal 2,2% all’1,6% per il 2025. Secondo l’Ocse, se i dazi venissero ulteriormente aumentati, l’impatto negativo sul Pil globale potrebbe ampliarsi, con effetti anche sull’inflazione e sugli investimenti. La crescita dell’area euro resta invece stabile, grazie a mercati del lavoro resilienti e a politiche fiscali più espansive.

Dazi Usa: Donald Trump ha deciso di raddoppiare al 50% i dazi su alluminio e acciaio importati, suscitando preoccupazioni sia negli Stati Uniti sia all’estero. La misura, pensata per proteggere l’industria americana, rischia di causare rincari, carenze di materiali e tensioni nei mercati, specialmente nel settore dell’alluminio, di cui gli Usa importano oltre l’80%. L’Europa, uno dei principali esportatori verso gli Stati Uniti, teme un crollo delle vendite e un aumento del dumping, con conseguenze gravi per il settore siderurgico già colpito dal caro energia. Intanto, Washington ha inviato lettere ai partner commerciali chiedendo concessioni per evitare l’applicazione dei dazi, scatenando una corsa contro il tempo per negoziare nuovi accordi.