Rassegna Stampa di Martedì 19 agosto 2025

Politica Interna

Salute: Il ministro della Salute Schillaci è al centro di polemiche per la nomina di due medici al Nitag, ritenuti su posizioni antiscientifiche sui vaccini. Le proteste di comunità scientifica e Ordini professionali, sostenute anche dal British Medical Journal e da una petizione con oltre 36mila firme promossa da Parisi e Garattini, hanno spinto il ministro ad annullare le nomine. La decisione ha però scatenato tensioni politiche: la Lega critica la retromarcia, mentre Forza Italia difende Schillaci. Intanto l’Italia, tra 11 Paesi, ha abbandonato il trattato pandemico dell’Oms. L’Ordine dei medici apprezza la scelta del ministro a tutela della scienza.

Elezioni Regionali: È stato raggiunto un patto di coalizione tra Pd e Movimento 5 Stelle per la Toscana, con 23 punti guida su progetti e obiettivi programmatici per il governo regionale, con le elezioni previste per il 12 ottobre. L’accordo è stato firmato a Firenze da Eugenio Giani, Emiliano Fossi, Paola Taverna e Irene Galletti. In Campania si aspetta l’accordo Pd-De Luca per la candidatura di Roberto Fico (M5S); In Calabria il centrosinistra cerca un candidato contro Roberto Occhiuto (FI), con Pasquale Tridico (M5S) disponibile per il Pd; in Puglia Antonio Decaro (PD) non vuole che Emiliano o Vendola siano candidati al Consiglio regionale; deciderà Schlein. In Veneto Meloni sceglierà la successione a Zaia, con Alberto Stefani (Lega) in pole position.

Politica Estera

Ucraina: Al vertice di Washington i leader europei, insieme a Trump, sostengono Zelensky nella ricerca di una “pace giusta e duratura” con Mosca, respingendo le pressioni russe sulla cessione del Donbas e la rinuncia alla Nato, ma riconoscendo la necessità di trattare. Zelensky si dice pronto a una tregua e a un nuovo assetto di sicurezza, aprendo anche a elezioni dopo la fine delle ostilità. L’Italia propone garanzie collettive sul modello Nato senza adesione formale di Kiev, suscitando attenzione internazionale. Macron definisce “inaccettabili” le richieste russe, mentre von der Leyen ribadisce che solo Kiev può decidere sui propri confini.

Israele: Secondo una fonte di Hamas citata da Al Jazeera, il movimento avrebbe accettato la nuova proposta di cessate il fuoco presentata dai mediatori. La proposta prevede il rilascio di 10 ostaggi israeliani vivi e di 18 salme, la fornitura di aiuti a Gaza tramite organizzazioni umanitarie, la Mezzaluna Rossa e le Nazioni Unite, e un cessate il fuoco della durata di 60 giorni. I negoziati per porre fine al conflitto partirebbero dall’avvio del cessate il fuoco. Tuttavia resta confermato il piano di occupazione di Gaza City, mentre il governo israeliano ha dichiarato di non essere più interessato alle proposte di tregua, affermando che la guerra terminerà solo se Hamas rilascerà tutti gli ostaggi in una sola volta e deporrà le armi.

Economia e finanza

Banche: Prosegue l’avanzata delle adesioni a favore di Mps sull’OPS su Mediobanca. Delfin ha portato la quota al 19,41% dopo la prima tranche (14 agosto), puntando a un 35%. La banca senese potrebbe lanciare una seconda offerta in contanti per accelerare le adesioni; l’offerta prevede 2,53 azioni Mps per una Mediobanca, un’operazione valutata oltre 412 milioni. L’assemblea di giovedì voterà l’avvio dell’OPS di Mediobanca per Banca Generali. Il fronte degli azionisti di Mediobanca contrario all’acquisizione è però nutrito, con Delfin (19,8%), Caltagirone (9,9%) ed altri. Alberto Nagel ha invece il sostegno dei principali fondi, Unipol e il patto di consultazione. BCE e Bankitalia hanno dato l’ok all’operazione.

Eni: Eni ha siglato un accordo con Global Infrastructure Partners (GIP), controllata da BlackRock, che entrerà con il 49,99% in Eni CCUS Holding, la società dedicata ai progetti di cattura e stoccaggio della CO2. Eni manterrà il controllo con il 50% più un’azione. La newco gestisce iniziative nel Regno Unito (Liverpool Bay e Bacton), in Olanda (L10-CCS) e potrà acquisire il 50% del progetto Ravenna con Snam, in attesa di un quadro normativo italiano. L’AD di Eni, Descalzi, sottolinea il rafforzamento della strategia di decarbonizzazione, mentre per GIP l’intesa accelera lo sviluppo di soluzioni CCUS su larga scala.