Politica Interna
Salute: Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rivendicando la propria scelta come medico e ricercatore favorevole ai vaccini, ha azzerato il Nitag, il comitato tecnico sui vaccini, contestato per la presenza di membri ritenuti non adeguati ai criteri scientifici. La decisione, non concordata con Palazzo Chigi, ha suscitato polemiche politiche ma anche apprezzamenti dal mondo scientifico. Restano in programma la riforma delle professioni sanitarie e lo scudo penale per i medici. Schillaci assicura che la nuova commissione sarà selezionata con criteri di competenza e indipendenza.
Elezioni Regionali: In autunno si voterà in sette Regioni, ma i nodi politici restano aperti. In Veneto il centrodestra, pur favorito, è diviso sul candidato e sulla “lista Zaia”, mentre il centrosinistra punta su Giovanni Manildo. In Puglia Antonio Decaro rifiuta la corsa se in campo restano Vendola ed Emiliano, mentre il centrodestra non ha un nome forte. In Campania pesa l’incognita De Luca (PD), che condiziona la possibile candidatura di Roberto Fico (M5S). Nelle Marche Ricci (Pd) sfida Acquaroli (FdI), ma l’inchiesta giudiziaria a carico del primo complica i piani. In Calabria il centrosinistra è in difficoltà dopo le dimissioni di Occhiuto, in Toscana Giani ottiene l’appoggio M5S, e in Valle d’Aosta si ripresenta l’Union Valdôtaine.
Politica Estera
Ucraina: C’è attesa per il vertice odierno a Washington tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, seguito da un incontro allargato con i leader europei (Meloni, von der Leyen, Macron, Starmer, Stubb, Merz) e dal segretario della Nato Mark Rutte, concluso da un pranzo di lavoro. La CNN indica tre fasi: bilaterale Trump–Zelensky, sessione allargata e pranzo. Tema centrale: questioni territoriali (Donetsk) e garanzie di sicurezza per l’Ucraina, da definire insieme all’Europa. L’Italia si è dichiarata disponibile a una operazione di peace keeping con i partner europei e gli USA, nel caso si raggiungesse un accordo di pace.
Israele: In Israele vi è stata una massiccia mobilitazione a sostegno delle famiglie degli ostaggi, e della necessità di riportarli a casa attraverso una soluzione pacifica e il sostegno internazionale. Il fulcro è stata la cosiddetta Piazza degli Ostaggi di Tel Aviv, dove oltre 500mila persone hanno manifestato, con stime fino a 2,5 milioni in tutto il Paese. Familiari degli ostaggi, attivisti e leader politici chiedono responsabilità democratica, criticando Netanyahu e chiedendo azioni concrete per il rilascio dei prigionieri. Anche il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha preso parte alle manifestazioni a Tel Aviv.
Bolivia: Otto milioni di boliviani hanno votato ieri per eleggere presidente, vicepresidente e Parlamento, in un’elezione segnata dall’assenza di Evo Morales, dichiarato ineleggibile, e di Luis Arce, delegittimato politicamente per la crisi economica. La spaccatura interna al Movimento per il Socialismo (MAS) sembra condannare la sinistra, aprendo la strada a un duello tra i conservatori Samuel Doria Medina e Jorge Quiroga, con possibile ballottaggio il 19 ottobre. Morales, rifugiato nella sua roccaforte, invita ad annullare la scheda denunciando un complotto. Il nuovo presidente dovrà affrontare inflazione, svalutazione e carenze di beni, con ricette di austerità sul modello Milei.
Economia e finanza
Fisco: Nei prossimi mesi il governo dovrà affrontare due nodi cruciali: pensioni e tasse. La promessa di superare la legge Fornero sulle pensioni si è arenata: Quota 103 ha avuto scarso successo e Opzione Donna è in calo, mentre l’ipotesi di una nuova “Quota 89” (64 anni e 25 anni di contributi) rischia di essere troppo onerosa. Sul fronte fiscale, resta il progetto di riduzione dell’Irpef per il ceto medio, ma mancano coperture e la flat tax appare irrealizzabile. Anche l’abolizione dell’Irap non è attuabile a breve, con possibili esenzioni limitate. La legge di bilancio sarà il banco di prova della credibilità dell’esecutivo.