Rassegna Stampa di Lunedì 25 maggio 2026

Politica Interna

Elezioni amministrative: Affluenza in calo alle elezioni amministrative, che coinvolgono oltre sei milioni di italiani in 749 comuni: alle 23 la partecipazione si è fermata al 46,3%, sotto il 50,2% della precedente tornata. A Venezia, unico capoluogo di Regione al voto, si registra un netto calo. Il voto è considerato un test importante in vista delle prossime elezioni politiche, con sfide chiave nei principali capoluoghi. Nei comuni sopra i 15.000 abitanti è previsto il ballottaggio, che si terrà il 7 e 8 giugno, se nessun candidato ottiene il 50%+1 dei voti. In quelli più piccoli la vittoria andrà al candidato che ha riscosso più preferenze, indipendentemente dalla percentuale dei votanti.

Intervista a Giuseppe Valditara: L’intervista al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, pubblicata sul Giornale, parte dall’aggressione a un docente a Parma per riflettere sulla violenza giovanile. Il ministro afferma che “con questo governo l’epoca del giustificazionismo è finita” e valorizza chi interviene contro il teppismo. Sottolinea che “il fatto che troppo spesso ci si volti dall’altra parte è uno dei fattori che favoriscono le devianze” e richiama anche problemi di integrazione. Valditara critica chi vede repressione nei controlli e ribadisce che “la sanzione serve a far maturare la persona”. Illustra quindi le misure adottate: sanzioni più severe, educazione al rispetto e supporto psicologico nelle scuole. Conclude invocando “una rivoluzione culturale” fondata sulla responsabilità, e ribadisce che “chi sbaglia paga”.

Politica Estera

Ucraina: Un attacco russo su vasta scala ha colpito Kiev e altre zone dell’Ucraina, con 90 missili (inclusi gli ipersonici Oreshnik) e 600 droni, provocando quattro morti e circa 80 feriti, oltre a gravi danni a edifici residenziali, uffici e infrastrutture civili. Definito uno dei bombardamenti più pesanti dall’inizio del conflitto, il raid rappresenta la ritorsione di Mosca per un attacco ucraino nel Lugansk. L’azione ha suscitato la ferma condanna dei leader europei, tra cui Ursula von der Leyen, Kaja Kallas e Giorgia Meloni, che hanno denunciato la brutalità del Cremlino, e confermato il pieno sostegno a Kiev per una pace giusta.

Medio Oriente: Gli Stati Uniti e l’Iran sarebbero vicini alla firma di un memorandum che prevede un cessate il fuoco di 60 giorni, la riapertura dello Stretto di Hormuz e un alleggerimento delle sanzioni all’Iran. Durante la tregua si negozierebbe sul programma nucleare, con la presenza militare Usa ancora nella regione. Le riserve di uranio arricchito e la sospensione dell’arricchimento restano uno dei principali nodi da sciogliere. Il presidente Donald Trump ha prima annunciato l’accordo, per poi frenare: “Non ho fretta di chiudere”. Teheran ribadisce il proprio diritto al nucleare civile.

Economia e Finanza

Banca Centrale Europea: Ospite alla trasmissione Che tempo che fa, la presidente della BCE Christine Lagarde ha ribadito la necessità di rispettare le regole europee su deficit e debito, respingendo l’ipotesi di deroga al Patto di Stabilità avanzata dal governo italiano. Secondo Lagarde, l’unità europea è necessaria per rassicurare i mercati. Sul fronte energetico, Lagarde si è detta contraria all’acquisto di gas russo, proponendo di puntare su rinnovabili e nucleare per garantire l’autonomia dell’Europa. Infine, non ha anticipato le mosse sui tassi d’interesse, rimandate all’11 giugno, ma ha confermato l’obiettivo di mantenere l’inflazione al 2% nel medio periodo.

Confindustria: Dal Festival dell’Economia di Trento Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, evidenzia come la Cina domini il mercato globale grazie ai sostegni statali e a politiche europee insufficienti, che hanno causato la perdita di un milione di posti di lavoro in Europa nel 2025. Orsini sottolinea l’importanza di tutelare l’industria italiana, facendo notare le gravi difficoltà di Electrolux, con 1.700 posti di lavoro a rischio, e chiede politiche energetiche più competitive per evitare fenomeni di delocalizzazione.