Rassegna Stampa di Lunedì 20 aprile 2026

Politica Interna

Rimpatri: La norma del decreto-legge Sicurezza, che prevede compensi agli avvocati per favorire i rimpatri volontari, accende il dibattito politico e istituzionale. Avvocatura, magistrati e opposizioni denunciano rischi per l’indipendenza della difesa e possibili profili di incostituzionalità. Fratelli d’Italia difende la misura, parlando di copertura delle spese stragiudiziali, mentre la maggioranza si divide: Noi Moderati e Forza Italia chiedono correzioni e confronto. Intanto il governo rilancia su sicurezza e immigrazione, difendendo i centri per i rimpatri in Albania e ipotizzando nuovi hub in Paesi africani.

Intervista a Orazio Schillaci: L’intervista al ministro della Salute Orazio Schillaci, pubblicata sulla Stampa, affronta il tema delle liste d’attesa, che restano un problema sentito dai cittadini. Il ministro sostiene però che l’azione del governo stia dando risultati: “per la prima volta dopo vent’anni di peggioramenti documentati, il trend infatti si è invertito”. Secondo dati del l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), ancora inediti, aumentano le prestazioni erogate nei tempi di legge. Schillaci rivendica l’efficacia del decreto taglia-code, spiegando che “funziona dove viene applicato”, ammettendo però che “quel 20% abbondante di prestazioni urgenti non offerte nei tempi previsti va ancora aggredito”. Il ministro denuncia l’eccesso di prescrizioni, ricordando che “il 20% delle visite e degli esami richiesti in Italia è considerato inappropriato”.

Politica Estera

Iran: I negoziati tra Stati Uniti e Iran sono sull’orlo del fallimento alla vigilia della scadenza della tregua. Mentre una delegazione statunitense è arrivata in Pakistan, Teheran rifiuta di partecipare ai colloqui, giudicandoli una possibile “trappola” e denunciando richieste americane eccessive e mutevoli. Donald Trump minaccia ritorsioni militari e rafforza la presenza navale nel Golfo, definendo l’accordo “l’ultima possibilità”. Restano irrisolti i nodi su nucleare e Stretto di Hormuz. Le tensioni interne dell’Iran rendono la diplomazia sempre più fragile.

Bulgaria: Rumen Radev, ex presidente bulgaro, si avvia a una netta vittoria elettorale con il suo nuovo partito, potenzialmente in grado di ottenere la maggioranza assoluta senza alleanze. Il risultato segnerebbe una svolta politica, con il crollo storico del partito conservatore Gerb di Boyko Borissov. Radev ha costruito il consenso su una piattaforma anti-corruzione e anti-oligarchica, mentre restano ambigue le sue posizioni estere, considerate da alcuni filorusse ed euroscettiche. Il voto avviene in un contesto di crisi economica e instabilità politica.

Economia e Finanza

Energia: Il tema del gas russo divide la politica italiana, con pressioni crescenti per rivedere le sanzioni. Matteo Salvini e Giuseppe Conte spingono per riaprire a Mosca, mentre il Pd, con Elly Schlein, resta contrario finché dura la guerra. Il caro energia accentua le tensioni trasversali tra i partiti. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervistato dalla Stampa, è contrario alla ripresa delle importazioni dalla Russia, e sostiene che sia necessario concentrarsi su “nucleare e più rinnovabili per la sicurezza energetica”.

Nomine: Giorgia Meloni prepara un limitato riassetto di governo, senza rivoluzioni, per completare le nomine dei sottosegretari e dei manager delle partecipate. Al centro dell’attenzione del governo soprattutto le cariche legate alle attività economiche, a partire dal Ministero dell’Economia, dove dovrebbe giungere come sottosegretario il leghista Claudio Durigon. La possibile nomina di Giuseppina Di Foggia alla presidenza di Eni è a rischio per i disaccordi sull’ammontare della sua buonuscita da Terna. Si complica anche la scelta per Consob, con il veto di Antonio Tajani su Federico Freni. Intanto restano confermati i vertici di grandi partecipate: Claudio Descalzi (Eni), Flavio Cattaneo (Enel), Igor De Biasio (Enav) e Pasqualino Monti (Terna).