Politica Interna
Decreto Sicurezza: La Camera approva con 203 voti favorevoli il decreto Sicurezza. Il provvedimento, voluto dal presidente del Consiglio Meloni e dal ministro dell’Interno Piantedosi, spazia dalla lotta alla criminalità all’inasprimento delle sanzioni per le manifestazioni, fino al potenziamento degli organici delle forze dell’ordine. Resta però aperto il nodo dell’articolo 30-bis — che prevede compensi agli avvocati che agevolano il rimpatrio dei propri clienti stranieri — su cui il Quirinale ha sollecitato un correttivo dopo un colloquio tra Mattarella e il sottosegretario Mantovano.
Nomine Governo: L’Esecutivo ha completato il rinnovo dei sottosegretari, chiudendo il rebus delle caselle rimaste vacanti dopo una serie di avvicendamenti interni. Alberto Balboni (FdI), presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, va alla Giustizia al posto di Delmastro; Giampiero Cannella (FdI), vicesindaco di Palermo, approda alla Cultura in sostituzione di Mazzi; Paolo Barelli lascia la guida del gruppo di Forza Italia per assumere l’incarico ai Rapporti con il Parlamento. Completano il quadro Massimo Dell’Utri di Noi Moderati, nominato agli Esteri, e Mara Bizzotto (Lega) assegnata al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Resta invece in sospeso la nomina di Federico Freni, attuale sottosegretario al Mef, alla presidenza della Consob.
Politica Estera
Conflitto in Medio Oriente: La tregua tra Stati Uniti e Iran regge, ma a fatica: il presidente americano Donald Trump ha prorogato il cessate il fuoco lasciando aperta la possibilità di nuovi negoziati entro 72 ore, ma Teheran ha accolto il gesto con freddezza, definendolo «senza alcun significato» e il capo negoziatore Ghalibaf ha subordinato qualsiasi accordo alla revoca del blocco navale americano, che l’Iran considera una violazione della tregua stessa. Lo stretto di Hormuz, intanto, rimane teatro di tensioni crescenti con le Guardie della rivoluzione che hanno sequestrato due navi cargo internazionali e attaccato un terzo portacontainer.
UE: Al vertice di Cipro l’Europa incassa due risultati importanti: sbloccato il prestito da 90 miliardi all’Ucraina e il ventesimo pacchetto di sanzioni alla Russia, dopo che Ungheria e Slovacchia hanno ritirato il veto in cambio della ripresa dei flussi di petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba. Sul fronte energetico, la Commissione europea ha presentato “AccelerateEu”, un pacchetto che punta su aiuti di Stato e misure nazionali mirate a contenere i costi per famiglie e imprese; il commissario per l’Energia Jorgensen avverte che la crisi potrebbe essere grave quanto quelle del 1973 e del 2022 messe insieme.
Economia e Finanza
Politica Economica: L’Italia non riesce a uscire dalla procedura europea per disavanzi eccessivi: Eurostat ha confermato un deficit/Pil al 3,1% per il 2025, un decimale sopra la soglia che avrebbe consentito alla Commissione di archiviare il dossier già il prossimo giugno. Il presidente del Consiglio Meloni ha espresso «rammarico» per aver «mancato di poco la soglia del 3%», puntando il dito contro le stime Istat — che storicamente rivedono il Pil al rialzo — e contro il Superbonus dell’era Conte. Toni più duri quelli del ministro dell’Economia Giorgetti, che ha criticato la «rigidità» di Bruxelles di fronte a «un mondo completamente cambiato», non escludendo di «muoversi da soli» oltre i vincoli del Patto di Stabilità.
Unicredit: Il Tesoro esprime apertura all’offerta di UniCredit su Commerzbank, riconoscendone le motivazioni economiche, pur mantenendo attenzione su possibili implicazioni strategiche come il tema della sede e l’eventuale uso del Golden Power. Restano forti le resistenze tedesche, con il management di Commerzbank critico sull’operazione, mentre la Bce sostiene l’integrazione bancaria europea ma senza allentare i requisiti di solidità.