Politica Interna
Decreto Sicurezza: Il governo accelera per approvare entro pochi giorni il decreto Sicurezza, nonostante le criticità sollevate dal Quirinale, in particolare su una norma ritenuta incostituzionale sugli incentivi ai rimpatri. È previsto anche un secondo provvedimento correttivo per recepire le osservazioni tecniche e garantire la tenuta complessiva del testo. In Parlamento si registrano posizioni divergenti tra maggioranza e opposizioni, mentre l’esecutivo difende la propria linea. «Sul decreto Sicurezza, che io non considero un pasticcio - afferma Giorgia Meloni in un punto stampa al Salone del Mobile di Milano - stiamo raccogliendo i rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, li trasformeremo in un provvedimento ad hoc perché non c’erano margini di tempo per la conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è di assoluto buonsenso».
Dossieraggi: Nuovi sviluppi emergono nell’inchiesta sulla cosiddetta “Squadra Fiore”, che coinvolge un gruppo di ex agenti dei servizi e specialisti informatici accusati di attività illecite di dossieraggio e accesso abusivo a dati sensibili. Tra gli indagati figura Giuseppe Del Deo, ex dirigente dell’intelligence, sospettato anche di peculato e di aver favorito interessi imprenditoriali collegati. Gli investigatori stanno analizzando un ampio materiale sequestrato per ricostruire eventuali flussi finanziari e responsabilità. Il caso, ora all’attenzione anche del Copasir, solleva interrogativi sui meccanismi di controllo nei servizi di sicurezza.
Politica Estera
Russia-Italia: Le dichiarazioni offensive del commentatore russo Vladimir Solovyov contro il presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno provocato un nuovo caso diplomatico tra Italia e Russia. Gli insulti, arrivati in un contesto di tensioni legate al sostegno italiano all’Ucraina, hanno suscitato reazioni di condanna e solidarietà da parte delle istituzioni italiane. Meloni ha replicato rivendicando l’autonomia e la coerenza dell’azione di governo, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore russo per una protesta formale.
Conflitto in Medio Oriente: Saltano i colloqui tra Stati Uniti e Iran dopo la decisione di Teheran di non partecipare al nuovo round negoziale, subordinando ogni confronto alla revoca del blocco nello Stretto di Hormuz. La situazione resta in stallo, con Washington che mantiene una linea ferma mentre proseguono contatti indiretti tramite mediatori internazionali. Il presidente Trump ha intanto esteso temporaneamente il cessate il fuoco, alternando aperture diplomatiche a dichiarazioni più dure.
Economia e Finanza
Documento di Finanza Pubblica: Il Documento di finanza pubblica confermerà per il 2025 un deficit al 3,1% del Pil, sopra la soglia del 3% prevista dalle regole europee, rendendo irraggiungibile l’uscita anticipata dalla procedura per disavanzi eccessivi. Nonostante gli interventi correttivi su bonus edilizi e crediti d’imposta, i margini di miglioramento si sono rivelati insufficienti. Il quadro resta vincolato alle regole del Patto Ue, con spazi di manovra limitati e rinviati agli anni successivi. Le prospettive economiche indicano una crescita moderata e un debito in ulteriore aumento, con possibili rischi legati al contesto internazionale.
Nomine: Giuseppina Di Foggia ha rinunciato all’indennità di fine rapporto da Terna, rimuovendo l’ostacolo alla sua nomina alla presidenza di Eni e chiudendo una questione politicamente sensibile per il governo. La decisione segue l’indicazione dell’esecutivo e contribuisce a stabilizzare il quadro delle nomine. Restano aperte alcune partite, come quella sulla presidenza della Consob, ancora oggetto di confronto politico e valutazioni tecniche.