Politica Interna
Governo: Vi sono state alcune dimissioni nella maggioranza, legate anche al risultato del referendum sulla riforma della giustizia, sostenuta soprattutto da Forza Italia. In quest’ultima, Maurizio Gasparri ha lasciato il ruolo di capogruppo al Senato dopo la richiesta di sostituzione firmata da 14 senatori del partito, tra cui i ministri Casellati e Zangrillo; al suo posto è stata nominata Stefania Craxi. In bilico anche Paolo Barelli alla Camera. Intanto Giorgia Meloni ha assunto l’interim del Turismo dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, mentre resta prioritaria la riforma della legge elettorale in Parlamento.
Corte Costituzionale: Il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, intervenendo davanti alle più alte cariche dello Stato, ha fatto il bilancio delle decisioni della Corte nel 2025. Ha ricordato al Parlamento che gli appelli a intervenire con una legge sul fine vita non sono stati ancora ascoltati. Dopo il referendum, ha inoltre invitato al dialogo per ricucire il percorso delle riforme della giustizia, ritenute necessarie per affrontare numerosi problemi, sottolineando che la Costituzione può essere modificata, ma solo con cautela.
Politica Estera
Immigrazione: Il Parlamento europeo ha approvato nuove regole sui rimpatri, introducendo anche i “return hubs” in Paesi terzi per rendere le espulsioni più efficaci e rafforzare il controllo delle frontiere. Le normative sono state accolte positivamente dal governo italiano: Giorgia Meloni sottolinea che i “return hubs” renderanno le procedure di espulsione più efficaci e rafforzeranno il controllo delle frontiere. Per Nicola Procaccini, di Fratelli d’Italia, la linea italiana diventa europea: il nuovo regolamento, più severo e uniforme, favorirà anche i progetti dei centri in Albania, già avviati dall’Italia. L’obiettivo è renderlo operativo entro l’estate.
Iran: Gli Stati Uniti valutano un attacco anfibio all’isola iraniana di Kharg, nodo cruciale per l’export di petrolio di Teheran. Washington sta inviando truppe specializzate, tra cui la 82ª Divisione aviotrasportata e migliaia di marines, suggerendo la possibilità di un assalto supportato da bombardamenti. L’operazione sarebbe però molto rischiosa per la forte presenza militare iraniana e la vicinanza alla costa. Numerosi analisti avvertono che la leadership iraniana, dominata da figure estremiste, difficilmente cambierà linea senza un cessate il fuoco. Intanto il presidente Trump ha rimandato a Pasqua gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane per riaprire lo Stretto di Hormuz.
Economia e Finanza
OCSE: L’attuale conflitto in Iran rallenta la crescita globale e aumenta l’inflazione. L’OCSE rivede al ribasso le previsioni per l’Italia: nel 2026 il Pil salirà solo dello 0,4% e dello 0,6% nel 2027, mentre l’inflazione crescerà al 2,4%. Il contesto globale peggiora, con rischi di rialzo dei tassi da parte della Bce. Per l’Italia ciò significherebbe maggiori costi sul debito e minori margini di bilancio. Una nota positiva arriva dalla riprogrammazione dei fondi Ue di coesione che, sottolinea la premier Giorgia Meloni, ha consentito all’Italia di spostare 7 miliardi su interventi a favore delle imprese, delle risorse idriche e della transizione energetica e dell’edilizia sociale. La fiducia dei consumatori, però, è in calo.
Dazi Stati Uniti: Il Parlamento europeo ha approvato due regolamenti che eliminano gran parte dei dazi Ue su prodotti industriali e agricoli statunitensi, dando avvio alla ratifica dell’accordo tariffario con Washington, e segnando una tregua nella guerra dei dazi con Trump. I testi, che includono clausole di salvaguardia e una “sunrise clause” per garantire il rispetto degli impegni americani, saranno ora negoziati con gli Stati membri, mentre gli Stati Uniti premono per eliminarle. Le riduzioni tariffarie resteranno valide fino al 31 marzo 2028.