Rassegna Stampa di Mercoledì 25 marzo 2026

Politica Interna

Governo: Dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avviato un riassetto interno al Governo, imprimendo una linea più rigorosa sui profili coinvolti in vicende giudiziarie. Si sono quindi registrate le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, nonostante un iniziale tentativo di difesa politica. Resta invece ancora aperta la posizione del ministro del Turismo Daniela Santanchè, su cui il presidente del Consiglio ha esercitato pressioni affinché valuti un passo indietro. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare l’immagine di rigore istituzionale dopo l’esito negativo della consultazione referendaria, mentre l’esecutivo continua a escludere l’ipotesi di una crisi politica.

Centrosinistra: Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, nel campo largo si è aperto rapidamente il dibattito sulle regole e sulle candidature per le primarie di coalizione. Giuseppe Conte ha rilanciato la propria disponibilità a correre, puntando su un sistema a turno unico e aperto anche al voto online, mentre Elly Schlein preferisce mantenere il doppio turno e candidature più strutturate dai partiti. Le diverse impostazioni riflettono equilibri interni ancora in evoluzione, anche alla luce dei sondaggi che vedono una competizione aperta tra i principali leader.

Politica Estera

Crisi in Medio Oriente: Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a svilupparsi tra intensi bombardamenti e tentativi diplomatici ancora incerti, con il coinvolgimento di attori terzi come Pakistan, Turchia ed Egitto in possibili mediazioni. Sul piano militare proseguono attacchi e rappresaglie, mentre Washington alterna aperture al dialogo a preparativi per un’ulteriore escalation, mantenendo alta la pressione su Teheran. In questo contesto, segnali come l’apertura parziale dello Stretto di Hormuz indicano spiragli limitati ma significativi, mentre il quadro complessivo resta instabile, con potenziali ripercussioni sugli equilibri geopolitici e sui mercati energetici globali.

Danimarca: I Socialdemocratici della premier uscente Mette Frederiksen hanno vinto le elezioni in Danimarca, pur registrando un forte calo di consensi e senza una chiara maggioranza parlamentare. Il quadro politico risulta frammentato, con equilibrio tra i due blocchi e un ruolo decisivo affidato ai Moderati e ai seggi dei territori autonomi. Si preannunciano quindi negoziati complessi e prolungati per la formazione del nuovo governo.

Economia e Finanza

Dazi: L’Unione europea ha concluso un accordo di libero scambio con l’Australia che prevede l’eliminazione della quasi totalità dei dazi, nuove opportunità di investimento e tutele per i settori agricoli più sensibili. L’intesa si inserisce in una strategia di diversificazione dei mercati, ritenuta cruciale anche per l’Italia, soprattutto alla luce delle tensioni commerciali globali e dei nuovi equilibri negli scambi internazionali. Restano alcune criticità legate alle produzioni agricole e alle denominazioni, per le quali sono previste salvaguardie e periodi di transizione.

Ponte sullo Stretto: Si riaccende il confronto sul Ponte sullo Stretto, con la società Stretto di Messina che indica l’estate per il via libera finale e l’avvio dei lavori previsto entro fine 2026. L’Anac, attraverso il presidente Giuseppe Busia, solleva però criticità rilevanti, dalla necessità di una nuova gara ai rischi di aumento dei costi e riduzione delle garanzie procedurali. Restano inoltre preoccupazioni legate alla trasparenza complessiva del progetto e ai possibili interessi della criminalità organizzata.