Politica Interna
Rai: L’ipotesi di un passaggio di Gian Marco Chiocci da direttore del Tg1 a portavoce della presidente Meloni, anticipata dal Foglio, ha suscitato un acceso dibattito. Chiocci parla di un semplice sondaggio “informale” da parte della premier, ma non nega del tutto. In redazione rassicura che “al Tg1 sto bene e do l’anima”. L’opposizione accusa la Rai di perdita di credibilità e denuncia il rischio di una subordinazione dell’azienda al governo. Dal Cda arrivano posizioni contrastanti: per alcuni l’equilibrio di Chiocci è certificato dall’Osservatorio di Pavia, che rileva più spazio alle opposizioni rispetto al governo precedente. Intanto pesa il calo di ascolti del Tg1 e si parla già di possibili successori.
Elezioni regionali: Elly Schlein, alla festa dell’Unità di Varese, mostra ottimismo sulle regionali e assicura soluzioni rapide anche per Campania e Puglia. A sinistra, sul fronte interno, pesa lo stallo sulle candidature di Fico e di Decaro, con Bettini che avverte: “Il Pd non attenda oltre”. In Puglia il centrodestra rilancia Marcello Gemmato, pronto a candidarsi. Intanto si avvicina il voto in Valle d’Aosta e soprattutto nelle Marche (28-29 settembre), dove Francesco Acquaroli (FdI) sfida il dem Matteo Ricci: una vittoria del centrosinistra rischierebbe di incrinare il predominio del centrodestra.
Politica Estera
SCO: A Tianjin si apre il 25° summit della Shanghai Cooperation Organisation (SCO), il più grande dalla sua fondazione, con 26 leader ospitati da Xi Jinping. La Cina punta a consolidare un “nuovo ordine economico e politico internazionale equo”, rafforzando l’asse con la Russia e coinvolgendo partner strategici come India, Iran, Turchia ed Egitto. L’obiettivo è creare un polo alternativo all’Occidente, sia sul piano economico che della sicurezza. Il vertice precede la grande parata di Pechino del 3 settembre, per gli 80 anni dalla vittoria sul Giappone e sul nazifascismo, alla quale parteciperanno anche Vladimir Putin e Kim Jong Un.
Ucraina: A Leopoli, l’ex presidente del Parlamento ucraino Andriy Parubiy è stato ucciso a colpi di pistola da un uomo travestito da rider, in un attentato ripreso dalle telecamere. Leader di Euromaidan e sostenitore del percorso europeo dell’Ucraina, Parubiy era figura di spicco nella politica nazionale dal 2007 e già segretario del Consiglio di Sicurezza nel 2014. Zelensky parla di un agguato “preparato con cura” e ha avviato l’operazione speciale “Siren” per catturare l’assassino. Kiev non esclude il coinvolgimento russo, dato il ruolo di Parubiy nel Donbass e le frequenti campagne di propaganda di Mosca contro di lui.
Economia e finanza
Dazi USA: Una Corte d’Appello federale ha inflitto a Donald Trump una dura sconfitta dichiarando in gran parte illegali i dazi globali della sua agenda “America First”. I giudici hanno stabilito che l’ex presidente ha abusato della legge sulle emergenze nazionali (IEEPA), usurpando le prerogative fiscali del Congresso. La decisione, sospesa fino al 14 ottobre, verrà sottoposta alla Corte Suprema, dove Trump confida di ribaltare la sentenza. Intanto l’amministrazione ha ampliato altri strumenti tariffari basati su leggi più solide, come la Section 232 per motivi di sicurezza nazionale. Ma il colpo è pesante: oltre il 70% delle entrate previste dai dazi USA dipende da quelli dichiarati illegali.
Industria: Intervistato dal Giornale, il ministro delle Imprese Adolfo Urso annuncia: “La prossima settimana incontrerò il nuovo ceo di Stellantis, Antonio Filosa, e anche l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia), per un confronto sull’attuazione del Piano Italia”. Urso denuncia che “la crisi dell’auto nasce in Europa ed è il frutto velenoso del Green Deal”, sottolineando i pesanti effetti su occupazione e componentistica. Ciò nonostante, “l’intesa al Tavolo Stellantis prevede investimenti di 2 miliardi nel 2025 e contratti per 6 miliardi alla componentistica italiana”. Il ministro ricorda infine che “in Italia rimarranno in attività tutti gli impianti”, a differenza di altri Paesi europei.