Politica Interna
Camera: L’occupazione della sala stampa di Montecitorio da parte delle opposizioni ha portato alla sua chiusura per motivi di ordine pubblico, con l’annullamento di tutte le conferenze e l’interdizione agli esterni. La decisione è seguita alla prenotazione della sala da parte del deputato leghista Domenico Furgiuele per un evento sulla “remigrazione” promosso da esponenti dell’estrema destra, tra cui CasaPound, e giudicato inopportuno anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana. Le opposizioni hanno denunciato un uso improprio del Parlamento, parlando di sfregio alla Costituzione, pur riconoscendo il ruolo istituzionale svolto da Fontana e dal personale di Montecitorio.
Giustizia: Nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 presso la Corte Suprema di Cassazione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha respinto con fermezza le critiche alla riforma della giustizia, definendo «blasfemo» sostenere che essa miri a compromettere l’indipendenza della magistratura, principio da lui ritenuto non negoziabile. Nordio ha inoltre negato qualsiasi intento di subordinare la magistratura al potere esecutivo, liquidando tali accuse come una manipolazione infondata e auspicando che la polemica venga superata da valutazioni più mature.
Int. Giorgia Meloni: Nell’intervista pubblicata su Il Foglio, Giorgia Meloni riflette sulle grandi sfide geopolitiche ed economiche che attraversano l’Europa e l’Italia, a partire dalla difesa della libertà e dell’interesse nazionale. Il presidente del Consiglio sottolinea che “prima ancora di convincere gli americani, penso che dovremmo convincere noi stessi”, richiamando l’Europa alla responsabilità di farsi carico della propria sicurezza. Centrale il ruolo della Nato, fondata su “due solide colonne: una nordamericana e una europea”, e il sostegno all’Ucraina, perché “la libertà che viene difesa a Kyiv non è solo la libertà del popolo ucraino, ma anche la nostra”. Sul piano economico Meloni sottolinea che l’apertura ai mercati, dal Mercosur all’India, deve evitare nuove dipendenze strategiche.
Politica Estera
Ucraina: La Russia ha accettato di sospendere fino a domenica gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine su richiesta personale di Donald Trump, con l’obiettivo di favorire la ripresa dei negoziati diretti tra Mosca e Kiev. La tregua, però, appare limitata e incerta: secondo Zelensky, pur cessati i bombardamenti energetici, continuano gli attacchi a obiettivi civili e logistici. Cresce inoltre l’allarme per la sicurezza delle centrali nucleari ucraine, spingendo alcuni Paesi a chiedere una riunione d’emergenza dell’Aiea. L’efficacia del gesto distensivo sui negoziati resta dubbia, così come la reale disponibilità russa a concessioni politiche e territoriali.
Iran: Donald Trump valuta nuove opzioni militari contro l’Iran, pur dichiarando di preferire una soluzione diplomatica. Il presidente ha avvertito Teheran che un’azione armata sarà evitata solo rinunciando alle armi nucleari e fermando la repressione interna. Intanto Washington ha imposto nuove sanzioni a funzionari iraniani e alle Guardie Rivoluzionarie. Sul tavolo restano ipotesi di raid mirati, operazioni segrete o un’azione congiunta con Israele. L’Iran si dice pronto ai negoziati ma avverte di essere preparato anche al conflitto, mentre condanna la decisione dell’Ue di designare le Guardie Rivoluzionarie come gruppo terroristico.
Economia e Finanza
Rating Italia: Standard&Poor’s Global ha confermato il rating dell’Italia a BBB+, migliorando l’outlook da stabile a positivo. Il giudizio riconosce la resilienza dell’economia italiana, la solidità del settore privato e i surplus delle partite correnti, nonché il graduale consolidamento dei conti pubblici, con il deficit sotto il 3% del PIL dal 2026. Il debito resta elevato ma previsto in calo dal 2028. Restano rischi legati all’incertezza del commercio internazionale e alla competizione politica interna, che potrebbe frenare le riforme strutturali in vista delle elezioni del 2027.
Fed: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reso nota la scelta di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve, destinato a succedere a Jerome Powell il cui mandato è prossimo alla scadenza. In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha elogiato Warsh definendolo una figura destinata a entrare nella storia della banca centrale. Considerato da tempo un esponente rigoroso nella lotta all’inflazione, Warsh non ha promesso un abbassamento dei tassi, anche se Trump ha ribadito che l’obiettivo resta quello di ridurli, precisando che ciò avverrà senza pressioni politiche.