PRIMO PIANO
Politica Interna
Mattarella: Nel corso della cerimonia per la laurea honoris causa conferita dalla Scuola di Scienze politiche Cesare Alfieri di Firenze, il presidente Mattarella ha richiamato i giovani alla responsabilità di fronte alle tensioni globali. Il capo dello Stato ha avvertito che oggi emerge la «pretesa» di abbattere il diritto internazionale e «gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali». Ai giovani ha quindi rivolto un invito allo studio e all’impegno per costruire una società fondata su diritti, libertà e cooperazione.
Giustizia: Prosegue il dibattito sulle parole di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo la frase sulla magistratura definita «plotone d’esecuzione». Bartolozzi ha espresso rammarico per un’«uscita infelice», sostenendo che le sue parole siano state interpretate in modo fuorviante e ribadendo il rispetto per la magistratura. Nordio ha invitato a ridimensionare la vicenda, mentre da Giorgia Meloni sono trapelate valutazioni critiche. Dalle opposizioni restano richieste di dimissioni, sullo sfondo del confronto politico sulla riforma della giustizia.
Politica Estera
Crisi in Medio Oriente: Le dichiarazioni dei leader coinvolti nel conflitto contribuiscono ad alimentare un clima di forte incertezza, tra ipotesi di de-escalation e segnali di un’ulteriore intensificazione militare. Secondo alcuni analisti, Donald Trump potrebbe aprire al dialogo, ma Benjamin Netanyahu prepara il terreno a un nuovo confronto con l’Iran. Stati Uniti e Israele continuano intanto a colpire infrastrutture militari e missilistiche iraniane, mentre Teheran prova ad ampliare il conflitto attraverso alleati regionali e pressioni energetiche. Netanyahu ha ribadito la linea dura evocando lo slogan “spezzeremo le ossa al nemico”, già attribuito al generale David Elazar, capo di Stato Maggiore nella guerra dello Yom Kippur.
Stretto di Hormuz: Le conseguenze economiche e commerciali della crisi nel Golfo dominano i contatti tra Keir Starmer, Giorgia Meloni e Friedrich Merz, impegnati in un coordinamento costante per gestire l’escalation e garantire la sicurezza marittima. I tre leader ribadiscono di non essere in guerra con l’Iran, ma puntano a preservare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto globale di petrolio. Tra le ipotesi allo studio c’è anche una possibile scorta navale ai mercantili, valutata però con cautela per evitare ulteriori tensioni.
Economia e Finanza
Energia: L’incertezza sul conflitto in Iran continua a influenzare i mercati energetici, con il Brent e il metano in forte calo dopo le dichiarazioni di Donald Trump sulla possibile fine delle ostilità, mentre lo Stretto di Hormuz resta chiuso e i Paesi del Golfo riducono la produzione. In Italia, il governo valuta interventi sui carburanti, ma per ora rinvia le misure, monitorando prezzi e disponibilità di risorse tramite l’extragettito Iva e le accise mobili. «Proprio per questa instabilità, non si può scherzare con norme e interventi a caso. Prima di intervenire serve chiarezza e avere una idea dei tempi» ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin al Corriere della Sera. Sul fronte europeo, la Commissione propone una strategia per l’indipendenza energetica, puntando su piccoli reattori nucleari.
Risiko Bancario: Prosegue il processo di fusione tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca: il cda di Rocca Salimbeni ha approvato un concambio di 2,45 azioni Mps per una di Piazzetta Cuccia, con un premio del 3% sul prezzo di Borsa. L’operazione punta ad arrivare al 100% del capitale di Mediobanca e alla successiva revoca dalla quotazione in Borsa Italiana. Il progetto di fusione dovrà ora passare dal voto delle assemblee straordinarie degli azionisti e potrebbe diventare effettivo entro la fine del 2026. Intanto il mercato ha reagito positivamente, con i titoli di Mps e Mediobanca in rialzo nella seduta di ieri.