Rassegna Stampa di Lunedì 5 gennaio 2026

Politica Interna

Giustizia: Nel centrodestra cresce la preoccupazione che il referendum sulla giustizia possa essere deciso dal voto degli italiani all’estero, per corrispondenza, ritenuto opaco e vulnerabile a brogli. Con oltre sei milioni di aventi diritto fuori dall’Italia, il precedente del referendum del 2016, che vide una forte maggioranza di voti esteri favorevoli alla riforma di Renzi, alimenta timori di ribaltamenti dell’esito nazionale. Il governo valuta impossibile intervenire per ragioni logistiche e costituzionali. Le denunce di frodi passate rafforzano l’allarme, ma il Pd respinge modifiche dell’ultima ora. Il nodo non è il merito della riforma, ma l’affidabilità del metodo di voto all’estero.

Caso Ranucci: L’ultima puntata di Report sulle stragi mafiose ha rilanciato l’attenzione sui mandanti delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, dopo che il gip di Caltanissetta ha disposto nuove indagini. Oltre al profilo giudiziario, la trasmissione ha scatenato un duro scontro politico con il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che accusa Report e la Rai di illegalità e di diffondere “piste nere” prive di fondamento. La redazione ha replicato rivendicando la messa in onda di audio inediti su presenze e sopralluoghi prima della strage di Capaci.

Politica Estera

Venezuela: Le Forze armate venezuelane ribadiscono il sostegno all’ordine costituzionale dopo l’arresto di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, riconoscendo Delcy Rodríguez come presidente ad interim in base alla decisione della Corte Suprema. Il governo chavista e l’esercito restano compatti, mentre Rodríguez proclama fedeltà a Maduro e respinge ipotesi di tradimento. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo aver difeso il blitz statunitense, ha chiamato la premio Nobel Maria Corina Machado, per discutere delle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela. Il leghista Matteo Salvini, invece, ha definito la scelta della Casa Bianca “non saggia”.

Groenlandia: Dopo l’attacco statunitense in Venezuela, Danimarca e Groenlandia guardano con crescente preoccupazione alle dichiarazioni di Donald Trump sull’annessione dell’isola. Il possibile ricorso alla forza segna, secondo alcuni analisti, un cambio di paradigma nell’uso del potere militare degli Stati Uniti. Pur riconoscendo l’incomparabilità con il caso venezuelano, Copenaghen teme l’imprevedibilità della nuova dottrina americana. La Groenlandia ribadisce il rifiuto di entrare negli Stati Uniti e punta a un’indipendenza graduale. Il governo danese adotta una linea prudente, invocando de-escalation e rispetto del diritto internazionale.

Economia e Finanza

Monte dei Paschi: Il Monte dei Paschi di Siena ha reso pubblica la relazione per gli azionisti, che il 4 febbraio si pronunceranno sulle modifiche statutarie volte ad adeguare le regole della banca agli standard delle grandi realtà quotate del settore. In vista del rinnovo dei vertici a primavera, il consiglio ha approvato l’aumento della parte variabile della retribuzione del top management e la possibilità di distribuire il 100% degli utili agli azionisti, portando la riserva legale dal 10% al 5%. Il Monte dei Paschi si conferma come il terzo gruppo bancario italiano.

Petrolio: I Paesi Opec+ mantengono invariata la produzione di petrolio nonostante il blitz di Washington in Venezuela, confermando la decisione di novembre di sospendere gli aumenti fino a marzo 2026 per ragioni stagionali. La scelta privilegia la stabilità del mercato, già caratterizzato da un forte calo dei prezzi nel 2025, e tiene conto delle tensioni interne al cartello. I produttori ribadiscono un approccio prudente e flessibile, rinviando ogni decisione alla prossima riunione. Gli analisti prevedono un impatto limitato sulle quotazioni, mentre la Borsa saudita registra un forte calo legato ai nuovi dazi statunitensi.