Politica Interna
Legge elettorale: A Palazzo Chigi prende corpo l’ipotesi di convocare i leader dell’opposizione per un confronto diretto sulla legge elettorale, considerata da Giorgia Meloni una mossa decisiva per superare lo stallo. Il presidente del Consiglio avverte che, senza dialogo, il centrodestra potrebbe procedere da solo. I precedenti tentativi di confronto hanno però irrigidito le posizioni e le opposizioni restano diffidenti. Il fattore tempo pesa in vista del voto del 2027, anche se nella maggioranza permangono divisioni sui dettagli della riforma. La convocazione rappresenterebbe un rischio politico, ma sarebbe la prova della volontà di mediazione.
Giustizia: Il Consiglio dei ministri decide oggi ufficialmente la data del referendum sulla riforma della giustizia, già indicata dal presidente del Consiglio Meloni per il 22-23 marzo. Il Comitato per il No chiede però di attendere la fine della raccolta firme per un quesito alternativo, sostenuto dal centrosinistra. Intanto partiti e comitati avviano la campagna, tra nodi su par condicio e finanziamenti. Si accendono infatti le polemiche sui fondi: il fronte del Sì accusa l’Anm di aver investito troppo denaro nella campagna del No, mentre l’Anm replica e denuncia a sua volta presunti finanziamenti pubblici ai comitati favorevoli alla riforma.
Politica Estera
Iran: Il governo iraniano non cessa di soffocare le manifestazioni con una dura repressione, ricorrendo a uccisioni e arresti su larga scala. Secondo le organizzazioni non governative, le vittime sarebbero almeno 500, ma il numero reale potrebbe essere ancora più elevato. Alcuni testimoni riferiscono di cadaveri accumulati negli ospedali e lungo le strade. Intanto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, prende in considerazione un intervento in Iran, mentre Teheran risponde con minacce di ritorsione: in caso di attacco, verrebbero colpiti Israele e le basi statunitensi.
Cuba: Il presidente statunitense Donald Trump indica Cuba come possibile nuovo obiettivo dopo Iran e Venezuela, esortando l’Avana a raggiungere un accordo “prima che sia troppo tardi”. Trump e il segretario di Stato Marco Rubio sostengono di non volere una Cuba destabilizzata, ma pongono una scelta netta: riforme e apertura democratica oppure il collasso. Gli Stati Uniti accusano Cuba di aver sostenuto il regime venezuelano in cambio di petrolio e annunciano la fine di ogni aiuto economico. Il leader cubano Díaz-Canel respinge le pressioni, rivendica la sovranità nazionale e ordina esercitazioni militari sull’isola. Intanto Washington valuta incentivi economici e un possibile allentamento delle sanzioni come leva negoziale.
Economia e Finanza
Tariffe: Il 2026 si apre con aumenti delle tariffe telefoniche fisse e mobili, che secondo il Codacons peseranno dai 12 ai 60 euro annui per utenza. I rincari derivano dall’adeguamento all’inflazione, dalla fine della “guerra dei prezzi” e dagli investimenti tecnologici. Gli aumenti si sommano a quelli di pedaggi autostradali, carburanti, pacchi postali, sigarette e Rc Auto. Secondo Federconsumatori, l’impatto complessivo raggiungerà 672,60 euro annui a famiglia. Le associazioni ricordano il diritto di recesso gratuito in caso di modifiche tariffarie unilaterali delle compagnie telefoniche.
Banche: Crescono a livello globale e in Italia le banche digitali e le piattaforme fintech, con un aumento di utenti e download delle app, mentre gli istituti tradizionali reagiscono investendo in tecnologia o collaborando con startup. Secondo la Banca d’Italia, nel Paese restano però ancora limitate le quote di depositi e prestiti interamente digitali, soprattutto tra le banche minori. A livello globale spiccano le performance di operatori come Revolut, Nubank e SoFi. In Italia i clienti prevalentemente digitali superano il 58%, ma il credito erogato interamente tramite canali informatici rimane marginale.