Politica Interna
Magistratura: Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha definito i magistrati “killer”, suscitando la dura reazione dell’Associazione Nazionale Magistrati, che denuncia un attacco volto a delegittimare la giustizia e le istituzioni. Le parole del ministro si inseriscono nello scontro crescente tra governo e magistratura, accusata di eccessiva politicizzazione. Critiche al ministro anche dal Pd, che parla di “parole pericolose”. La polemica arriva alla vigilia della scelta, da parte del Csm, del nuovo primo presidente della Corte di Cassazione dopo il pensionamento di Margherita Cassano.
Affari Europei: Intervistato da La Stampa, il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, ha affrontato diversi temi di politica internazionale, dai dazi USA al vertice di Tianjin. Foti ha poi indicato le priorità del governo per i prossimi mesi, a partire dalla legge di bilancio, di cui ha rifiutato di anticipare i contenuti: “La legge di bilancio si commenta quando esce dal Consiglio dei ministri, non prima”, rivendicando che “la prudenza con cui abbiamo gestito i conti in questi tre anni è stata riconosciuta dalle agenzie di rating”. Sulle elezioni regionali in Veneto ha minimizzato i rischi: “Possiamo permetterci di scegliere l’ultimo giorno utile: tanto vinciamo”. E ha assicurato che per il centrodestra conteranno “il miglior programma e il miglior candidato”.
Politica Estera
SCO: Al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Tianjin, Xi Jinping e Narendra Modi hanno avviato il disgelo tra Cina e India, rilanciando commercio e cooperazione in chiave anti-dazi USA. Xi ha promesso la ripresa delle forniture di terre rare all’India e un impegno sul confine conteso, mentre diversi Paesi hanno denunciato le sanzioni occidentali. Presenti anche Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan: Mosca punta a rilanciare l’interscambio con la Cina e a legittimarsi sulla scena internazionale. La SCO discute di commercio, energia e valute alternative al dollaro, ma resta percepita più come vetrina simbolica che come organismo operativo.
Israele: Il Washington Post rivela un piano postbellico della Casa Bianca per Gaza, denominato “Great Trust”: un’amministrazione fiduciaria Usa di almeno dieci anni trasformerebbe la Striscia in un hub turistico e tecnologico con resort, grattacieli, impianti per auto elettriche e data center. Ai palestinesi sarebbero offerti 5.000 dollari e incentivi per lasciare volontariamente il territorio. L’investimento stimato è di 100 miliardi di dollari, con un ritorno atteso quasi quadruplicato in un decennio. Intanto Le Forze di Difesa israeliane hanno ottenuto un risultato militare importante: l’uccisione a Gaza City del portavoce di Hamas, Abu Obeida, responsabile della propaganda dell’organizzazione.
Economia e finanza
Francia: Il governo di François Bayrou rischia di cadere in vista del voto di fiducia dell’8 settembre, complice l’incertezza sulla Legge di Bilancio. In un’intervista il premier ha difeso il piano di austerità e accusato l’Italia di “dumping fiscale” per la flat tax destinata ai milionari, suscitando dure repliche da parte di Meloni, Tajani, Lega e Renzi. Sul fronte interno, i socialisti francesi confermano la volontà di sfiduciare l’esecutivo, e presentano una controproposta di bilancio con meno tagli e più imposte sui grandi patrimoni. La crisi politica francese si intreccia così a tensioni europee, in particolare con l’Italia.
Banche: È attesa per oggi la convocazione del consiglio di amministrazione di Mps, per valutare un possibile aggiornamento dell’offerta di scambio su Mediobanca, che potrebbe includere anche una parte in contanti. Secondo fonti finanziarie, la banca guidata da Luigi Lovaglio esaminerà come ridurre la differenza tra l’offerta e il valore effettivo in Borsa di Piazzetta Cuccia, gap che alla chiusura di venerdì ammontava a circa 700 milioni. L’offerta sarà valida solo se verrà raggiunto almeno il 35% del capitale sociale di Mediobanca.