Politica Interna
Decreto Armi: Il Consiglio dei ministri ha approvato in tempi rapidi la proroga per il 2026 del decreto sugli aiuti all’Ucraina, confermando l’impianto già adottato negli anni precedenti. Il confronto nella maggioranza si è concentrato soprattutto sul linguaggio del provvedimento, con l’inserimento di un riferimento più esplicito agli aiuti di carattere logistico e civile. Nonostante alcune differenze di accento tra i partiti, il testo è stato condiviso e licenziato senza modifiche sostanziali.
Giustizia: Il Consiglio dei ministri ha rinviato la decisione sulla data del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, scegliendo di attendere ulteriori valutazioni giuridiche. Sullo sfondo pesa la raccolta firme avviata da un comitato civico e il richiamo del Quirinale al rispetto delle procedure. Il governo valuta ora una possibile finestra tra marzo e aprile, mentre le opposizioni si mobilitano contro un’accelerazione dei tempi.
Politica Estera
Conflitto Ucraina: La presunta offensiva ucraina con droni contro una residenza di Putin ha innescato una brusca escalation diplomatica tra Mosca, Kiev e Washington. La Russia accusa l’Ucraina di “terrorismo di Stato” e annuncia una revisione della propria posizione negoziale, mentre Trump sembra dare credito alla versione russa. Zelensky respinge le accuse e denuncia un pretesto per sabotare i negoziati di pace. Intanto Putin ribadisce l’avanzata militare russa e la volontà di portare a termine gli obiettivi sul campo.
Conflitto Medio Oriente: L’incontro di Mar-a-Lago tra Trump e Netanyahu ha confermato un’alleanza ancora centrale ma attraversata da tensioni, tra divergenze su Gaza, Iran e Libano. Il presidente americano ha ribadito il sostegno a Israele, pur cercando di contenere l’escalation regionale e rilanciare un fragile processo di stabilizzazione. Al centro del confronto, il futuro della Striscia, il disarmo di Hamas e il ruolo degli attori regionali, dalla Turchia all’Iran.
Economia e Finanza
Manovra: La legge di Bilancio si avvia al traguardo dopo il via libera alla fiducia alla Camera, tra le proteste delle opposizioni e la corsa del governo contro il tempo per evitare l’esercizio provvisorio. La manovra da 22 miliardi punta su sostegno a famiglie e imprese, taglio del cuneo fiscale e incentivi al lavoro. La maggioranza rivendica solidità e credibilità sui mercati, mentre la Lega rilancia su pensioni e flat tax. Con il voto finale imminente, l’esecutivo chiude il passaggio parlamentare più delicato dell’anno.
Autostrade: Dal 1° gennaio 2026 scatterà un aumento medio dell’1,5% dei pedaggi autostradali, conseguenza diretta delle decisioni della Corte costituzionale che hanno riattivato gli adeguamenti tariffari sospesi negli anni scorsi. Il ministero dei Trasporti chiarisce che i rincari non dipendono da scelte politiche recenti, ma dall’obbligo di applicare le regole fissate dall’Autorità dei trasporti. Gli aumenti interesseranno gran parte della rete nazionale, con alcune eccezioni e percentuali differenziate. Il governo rivendica di aver tentato di congelare le tariffe, ma di aver dovuto prendere atto delle sentenze della Consulta.