Rassegna Stampa di Lunedì 22 dicembre 2025

Politica Interna

Difesa: Il governo si avvia a rinnovare il decreto che consente l’invio di aiuti all’Ucraina, senza voto parlamentare per ogni singolo pacchetto, e senza accogliere la richiesta della Lega di escludere le armi “offensive”. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello della Difesa, Guido Crosetto, difendono l’impianto attuale, mentre la Lega, tramite Claudio Borghi, chiede di ridurre la validità da un anno a tre mesi e di privilegiare aiuti logistici e civili. Le proposte dividono la maggioranza: Fratelli d’Italia è contraria a limiti formali, Forza Italia mostra cauta apertura. Il decreto dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio.

Giustizia: La data del referendum sulla riforma della Giustizia resta incerta e divide il governo, impegnato oggi a discutere solo l’estensione delle giornate di voto a domenica e lunedì. Il Guardasigilli, Carlo Nordio, indica marzo come possibile data di riferimento, anche alla luce di sondaggi favorevoli alla riforma, ma pesano i rischi di ricorsi se non fosse rispettato l’intervallo minimo di tre mesi dal decreto di indizione. La data più sicura sarebbe il 29 marzo. A complicare il quadro, un nuovo quesito depositato in Cassazione da 15 cittadini potrebbe far slittare i tempi della consultazione.

Politica Estera

Ucraina: Il piano di pace degli Stati Uniti, poi corretto dall’Ucraina e dai partner europei, incontra la contrarietà della Russia, che giudica le modifiche poco utili a una pace duratura. I colloqui di Miami sono definiti “costruttivi” dalle parti coinvolte, ma Mosca respinge l’ipotesi di una trattativa a tre con Ucraina e Stati Uniti, e mantiene ferme le rivendicazioni territoriali sul Donbass. Kiev chiede garanzie di sicurezza solide e rifiuta concessioni territoriali. Il negoziato resta senza prospettive immediate di accordo, mentre emergono possibili aperture diplomatiche tra Parigi e Mosca: Putin si è detto disponibile a incontrare il presidente francese Macron, anche se non sono ancora fissate date ufficiali per l’incontro.

Israele: Il governo israeliano ha approvato 19 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, inclusi quattro nel nord dell’area, evacuati nel 2005 durante il disimpegno deciso da Ariel Sharon. La misura, fortemente voluta dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, è presentata come una “correzione di un’ingiustizia storica” e mira a impedire la nascita di uno Stato palestinese. La decisione, resa possibile da un emendamento del 2023, rischia di destabilizzare anche la tregua a Gaza, e peserà sull’imminente incontro tra Netanyahu e Trump. Intanto cresce la tensione in Cisgiordania.

Economia e Finanza

Legge di bilancio: La legge di Bilancio 2026, dal valore di 22 miliardi di euro, arriva in Aula al Senato dopo il via libera della Commissione e sarà approvata definitivamente entro fine anno. Definita una manovra di “passaggio”, completa il percorso della riforma fiscale con la riduzione della seconda aliquota Irpef e introduce novità previdenziali: obbligo di versamento del Tfr al Fondo Inps per le aziende con almeno 40 dipendenti e adesione automatica dei neoassunti alla previdenza complementare. Prevista anche una stretta sulle uscite anticipate e un rafforzamento di difesa, ordine pubblico e riserve auree.

Telecom: Dopo la conferma del rimborso del canone per oltre un miliardo di euro, l’ad di Telecom, Pietro Labriola, convoca un cda straordinario per valutare la conversione delle azioni di risparmio, progetto già discusso in passato per semplificare la struttura azionaria. Il nuovo contesto, con l’uscita di Vivendi e l’ingresso di Poste come azionista di riferimento, rende l’operazione più favorevole grazie a una maggiore flessibilità finanziaria. Il cda discuterà anche la cooptazione di un nuovo consigliere, dopo le dimissioni di Umberto Paolucci, e i possibili concambi, decisivi per l’assenso dei principali azionisti.