Politica Interna
Legge Elettorale: Resta aperto, e sempre più delicato, il confronto sulle preferenze nella legge elettorale: dopo il vertice di maggioranza senza esito, Fratelli d’Italia continua a difenderle come garanzia di qualità del voto, mentre Lega e Forza Italia restano scettiche anche di fronte a soluzioni miste. Un nuovo confronto è atteso nei prossimi giorni, complice anche il rinvio del voto in Aula al 14 luglio, formalizzato ieri da Fontana. Le opposizioni, con Schlein in testa, parlano di un governo distratto dalle divisioni interne.
Centrodestra: A cinque giorni dal vertice Nato di Ankara, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi Tajani, Giorgetti e Crosetto per fare il punto sul dossier riarmo, in un clima descritto come sereno e collaborativo, anche per stemperare le tensioni emerse dopo lo stallo sui prestiti Safe, rinviato a settembre dal Mef. Al centro del confronto la spesa per difesa e sicurezza, che l’Italia porterà al 2,8% del Pil, in crescita ma ancora distante dagli obiettivi Nato al 2035, mentre restano da chiarire i rapporti con Washington su basi e impegni futuri.
Politica Estera
Vaticano: Si è consumato lo scisma dei lefebvriani, che hanno scelto di ordinare nuovi vescovi contro la volontà di Roma, ripetendo il gesto compiuto da monsignor Lefebvre nel 1988. Tra i celebranti figurano monsignor de Galarreta e monsignor Fellay, già scomunicati allora e “perdonati” da Benedetto XVI nel 2009. La scomunica scatta automaticamente, in attesa della ratifica vaticana. Il cardinale Parolin si dice addolorato ma lascia aperta la porta al dialogo. I lefebvriani, dal canto loro, dicono di essere pronti a pagare qualsiasi prezzo pur di restare fedeli alla loro idea di Chiesa.
Ucraina: Cresce l’attesa per possibili elezioni presidenziali in Ucraina, con Zaluzhny pronto a candidarsi dopo aver comunicato la decisione a Zelensky, chiudendo di fatto ogni ipotesi di incarico governativo. L’ex comandante, oggi ambasciatore a Londra, resta la figura più autorevole in grado di sfidare il presidente, che valuta il voto in autunno forte di una lieve ripresa nei sondaggi. A Dublino intanto Zelensky ha rilanciato il tema dell’ingresso nell’Ue come leva politica. Le rilevazioni danno il presidente al 33%, Zaluzhny al 22%, Budanov al 14%.
Economia e Finanza
Piano Casa: Il Senato ha approvato in via definitiva il Piano Casa, con il voto di fiducia posto dal governo: il decreto punta al recupero di circa 60mila alloggi pubblici inutilizzati, con l’obiettivo di rendere disponibili 100mila case in dieci anni, anche grazie al coinvolgimento di investitori privati. Meloni e Salvini rivendicano il provvedimento come una risposta concreta all’emergenza abitativa. Le opposizioni, in particolare Pd e M5s, lo giudicano invece insufficiente e orientato a favorire la dismissione del patrimonio pubblico senza garanzie di reinvestimento.
Politica Monetaria: Al simposio della Bce di Sintra è emersa una sintonia inattesa tra le banche centrali occidentali. Il neo governatore della Fed Kevin Warsh, scelto da Trump, ha rassicurato sull’indipendenza dell’istituto e mantenuto un tono da “falco” sull’inflazione, ancora sopra il target. Insieme a Lagarde, Bailey e Macklem ha condiviso la preoccupazione per prezzi ancora troppo alti, pur riconoscendo un parziale allentamento delle pressioni, favorito dal calo del petrolio. Warsh ha inoltre annunciato un cambio di approccio nella comunicazione della Fed, abbandonando la forward guidance in favore di maggiore flessibilità.