Politica Interna
Sicurezza: Giorgia Meloni si è recata a Torino per visitare i poliziotti feriti durante la manifestazione per Askatasuna, invitando i magistrati al massimo rigore contro i manifestanti violenti, per lei responsabili di tentato omicidio. Il governo ha scelto una linea di fermezza, con l’intenzione di accelerare sul decreto sicurezza per rafforzare l’ordine pubblico e la tutela delle forze dell’ordine. Al centro del confronto ci sono misure come il fermo preventivo di 12 ore, una procedibilità differita per l’uso legittimo della forza e interventi organizzativi a favore degli agenti. L’esecutivo valuta quali norme inserire subito nel decreto, in accordo con il Quirinale, e quali rinviare a un disegno di legge per evitare profili di incostituzionalità.
Intervista a Matteo Piantedosi: In un’intervista a La Stampa, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ricostruisce la gestione degli scontri di Torino, spiegando di essere stato in costante contatto con i vertici della sicurezza e sottolineando le misure preventive adottate. Secondo il ministro, “l’efficacia del dispositivo di sicurezza è testimoniata dall’identificazione di circa 800 persone”, avvenuta prima del corteo. Dalle informazioni raccolte emerge però che “finalità e metodi di quel corteo hanno una evidente matrice eversiva e, quindi, potenzialmente terroristica”. Piantedosi sostiene che il nuovo pacchetto sicurezza avrebbe potuto incidere, perché “il filtro preventivo avrebbe potuto essere rafforzato dalla possibilità di praticare il fermo di polizia per almeno 12 ore”.
Politica Estera
Ucraina: C’è attesa per il nuovo incontro trilaterale tra Ucraina, Russia e Stati Uniti previsto il 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi, mentre la guerra prosegue con raid russi che provocano vittime e danni in Ucraina. Recentemente, un attacco di drone a un autobus ha causato la morte di 15 minatori a Dnipro, mostrando una escalation del conflitto sul campo. Le violenze continuano con attacchi a Dnipro, Zaporizhzhia e altre aree, causando feriti e interruzioni energetiche. Nel frattempo, il ministro russo Lavrov accusa l’Europa di voler creare divisioni tra Russia e Stati Uniti, difendendo gli interessi di Mosca e dei suoi alleati.
Stati Uniti: L’elezione suppletiva nel collegio texano di Fort Worth, vinta dal democratico Taylor Rehmet con un ampio margine in un’area storicamente conservatrice, allarma i repubblicani in vista delle elezioni di midterm. La sconfitta arriva nonostante il forte sostegno economico e politico, incluso quello di Trump, alla candidata conservatrice. Il risultato conferma una serie di arretramenti della destra in diversi Stati e si inserisce in un quadro di crescente impopolarità di Trump, certificata dai sondaggi Pew. Preoccupa soprattutto il calo di consensi tra gli elettori ispanici, mentre i democratici intravedono una possibile vittoria a novembre.
Iran: La Turchia media i negoziati tra Stati Uniti e Iran con una riunione ad Ankara tra l’inviato Usa Witkoff e funzionari iraniani, cui partecipano anche Egitto e Qatar. La Casa Bianca si dichiara aperta a un accordo sul programma nucleare iraniano, mentre Teheran chiede la revoca delle sanzioni e il diritto all’arricchimento nucleare civile. Ankara propone soluzioni come il trasferimento dell’uranio arricchito. Washington intanto rafforza le difese in Medio Oriente, pronta a un attacco se necessario. La repressione interna iraniana continua, con arresti di intellettuali critici, ma è stato liberato il noto attivista Erfan Soltani.
Economia e Finanza
Generali: L’incontro tra l’AD di Generali Philippe Donnet e quello di Unicredit Andrea Orcel, previsto a Milano, segna il riprendere delle trattative su possibili partnership industriali, interrotte lo scorso anno. Il contesto è cambiato: nuovi equilibri nella finanza italiana, il ruolo di Mps in Mediobanca e le tensioni sul golden power spingono Donnet a cercare un’alternativa a Natixis per rafforzare l’ancoraggio italiano del Leone. Unicredit appare il partner ideale per integrare asset management e distribuzione, anche in vista della fine dell’accordo con Amundi nel 2027. Un’intesa rafforzerebbe entrambe le società e sarebbe vista con favore dal governo.