Politica Interna
Biennale di Venezia: Alla Biennale Arte di Venezia, circa venti padiglioni nazionali (tra cui Spagna, Turchia e Regno Unito) hanno manifestato la propria opposizione alla presenza di Israele. In questo clima di tensione, accentuato dai cortei pro-Palestina in città, è intervenuto il vicepremier Matteo Salvini. Ribadendo che l’arte deve essere priva di censura e confini, Salvini ha annunciato la sua visita a diverse esposizioni, inclusi i padiglioni di Israele, Russia, Cina e Stati Uniti, ma la sua presenza al padiglione russo riapre lo scontro politico, con Fratelli d’Italia e la premier Meloni dissociati dalla scelta di riaprirlo. Salvini difende il presidente Pietrangelo Buttafuoco e critica l’UE per il taglio dei fondi.
Genova: La 97ª Adunata degli Alpini a Genova ha visto l’arrivo di circa 400.000 partecipanti tra allegria e polemiche, con momenti di tensione tra centri sociali e penne nere. Durante l’evento, un uomo colpito da infarto è stato salvato da tre alpini con un massaggio cardiaco, anche se le sue condizioni restano gravi. La sindaca Silvia Salis ha espresso accoglienza e rispetto per gli alpini, ricordando il loro aiuto durante il crollo del Ponte Morandi. L’evento, tra festa e proteste, sottolinea un legame profondo tra città e alpini, con un clima di unità e speranza di continuità.
Politica Estera
Stati Uniti-Italia: Giorgia Meloni e il Segretario di Stato Usa Marco Rubio si sono incontrati a Roma in un clima di dialogo definito “franco”, ma segnato da tensioni su dazi, sicurezza e rapporti con Washington. Al centro del colloquio la crisi nello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che chiedono un’azione più incisiva contro l’Iran. L’Italia valuta una missione internazionale, subordinata però a cessate il fuoco e voto parlamentare. Si è discusso anche di Libano, Libia, Ucraina e Nato. Nonostante il disgelo diplomatico, restano distanze politiche tra Roma e l’amministrazione Trump.
Regno Unito: Le elezioni amministrative in Gran Bretagna segnano un terremoto politico: il partito populista di destra “Reform” di Nigel Farage trionfa, mentre il Labour subisce una sconfitta storica e perde il predominio in molte aree chiave. Avanzano anche i Verdi e i liberaldemocratici, mentre arretrano i conservatori. Le proiezioni indicano la fine del sistema bipartitico e un Parlamento senza maggioranza. Crescono le pressioni sul premier Starmer, che non intende dimettersi, mentre in Scozia e Galles avanzano forze nazionaliste, accentuando le tensioni sull’unità del Regno Unito.
Economia e Finanza
Dazi: Nuovo stop giudiziario per Donald Trump sul fronte commerciale. Dopo la decisione della Corte Suprema che ha annullato il suo piano globale sui dazi, anche la US Court of International Trade ha bloccato il cosiddetto “piano B”, relativo alle tariffe del 10%. La sentenza sospende temporaneamente l’applicazione delle imposte solo per due aziende e per lo Stato di Washington, senza però estendere il blocco a tutti gli importatori statunitensi, come richiesto da un gruppo di 24 Stati Usa.
Conti Pubblici: Resta aperta la possibilità che l’Italia esca già nel 2026 dalla procedura europea per deficit eccessivo. Bruxelles valuterà a giugno il deficit 2025, fermo al 3,1% del Pil, ma in autunno potrebbe rivedere il giudizio se i controlli sui crediti del Superbonus portassero a una riduzione del disavanzo sotto il 3%. Intanto la maggioranza rivendica i dati Eurostat sul calo delle persone a rischio povertà o esclusione sociale, scese a 13,3 milioni, minimo dal 2015, attribuendo il risultato soprattutto all’aumento dell’occupazione e criticando il Reddito di cittadinanza.