Politica Interna
Cultura: Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha revocato l’incarico a Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Ministero e vicino al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, accusandolo di non aver vigilato sull’esclusione dai finanziamenti del docufilm su Giulio Regeni “Tutto il male del mondo”. Giuli aveva definito la vicenda “inaccettabile”, rivendicando il sostegno ad un cinema “anche scomodo”. Revocato inoltre l’incarico a Elena Proietti, dirigente della segreteria personale del ministro, per presunte assenze durante una missione a New York.
Legge elettorale: Il centrodestra accelera sulla riforma della legge elettorale, puntando su un sistema proporzionale con premio di maggioranza e abolizione dei collegi, proposta che favorirebbe soprattutto Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. Le opposizioni, guidate dal Partito Democratico, denunciano un tentativo di blindare il governo. Divisioni emergono anche nella maggioranza su premio, listone di coalizione, preferenze e indicazione del premier, temi che incidono sugli equilibri interni e sul peso dei singoli partiti, da Lega a Forza Italia.
Politica Estera
Ucraina: Vladimir Putin ha ipotizzato un’apertura all’UE per risolvere il conflitto in Ucraina, proponendo l’ex cancelliere Gerhard Schroeder come mediatore. L’iniziativa ha raccolto lo scetticismo delle cancellerie europee, in particolare della Germania, che considera l’offerta una “falsa proposta” per dividere gli alleati occidentali. Mentre il premier slovacco Robert Fico sostiene il dialogo, Kiev e Berlino denunciano la mancanza di concessioni concrete da parte di Mosca, che continua a esigere il ritiro ucraino dal Donbass. La mossa russa ha però generato un dibattito interno alla SPD tedesca tra scettici e aperturisti.
Iran: Dopo settimane di negoziati, l’Iran ha risposto al memorandum degli Stati Uniti chiedendo la fine immediata della guerra e la sicurezza nel Golfo prima di affrontare i nodi nucleari. Il presidente iraniano Pezeshkian esclude ogni possibilità di resa, mentre Donald Trump definisce la proposta “inaccettabile”, insistendo sullo smantellamento del programma atomico. Nonostante le posizioni massimaliste di Washington e Teheran e le minacce militari di entrambe le parti, le speranze sono riposte nell’imminente incontro tra Trump e Xi Jinping. In questo clima di tensione, un segnale di distensione giunge dal rilascio per motivi di salute del Premio Nobel Narges Mohammadi dalle carceri iraniane.
Economia e Finanza
Federal Reserve: Il Senato degli Stati Uniti vota la nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, come successore di Jerome Powell. Sostenuto da Donald Trump, Warsh è considerato un “falco monetario”, ma punta a ridurre il bilancio della Fed più che a tagliare rapidamente i tassi. L’inflazione elevata, le tensioni in Medio Oriente e il mercato del lavoro stagnante rendono comunque improbabile una riduzione del costo del denaro già a giugno, alimentando dubbi sulla compatibilità tra la linea prudente di Warsh e le pressioni della Casa Bianca.
Prezzi: Il recente aumento del prezzo del petrolio, favorito dalla crisi in Iran e dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, sta innescando un effetto domino sui mercati agricoli: crescono i costi di fertilizzanti, trasporti ed energia, con il rischio di rincari per mais, grano e soia. La situazione è aggravata dal previsto fenomeno meteorologico Super El Niño, che minaccia semine e raccolti. Cacao e caffè sono già su livelli record. Gli esperti temono che la nuova crisi energetica possa trasformarsi in crisi alimentare, colpendo le famiglie e i Paesi più dipendenti dalle importazioni, soprattutto in Europa.